martedì 30 dicembre 2003

…Grant Thornton è americana però!

Il mio perfidamente degno cugino David, che vive negli Stati Uniti, mi ha inviato una e-mail in cui scrive in perfetto italenglish «che succeso con Parmalat (hah hah hah)?». Ovviamente mi sta prendendo in giro sul crack di una azienda che è riuscita persino a far peggio della Enron.

Gli rispondo in perfetto inglesiano «What happened with Parmalat? I don’t know…ask to american balance certificators! :P».

Mi riferivo a Grant Thornton, una delle due società certificatrici del bilancio Parmalat che si pregia di scrivere nella homepage del suo sito italiano

«…la risposta alle aspettative di trasparenza chiarezza e visibilità. Le comunicazioni fornite a terzi sono parte integrante della produzione di reddito e della valorizzazione del patrimonio, fattori determinanti nella vita di ogni azienda. Strumento importante per una gestione efficiente è l’intervento di figure garanti di dati contabili e finanziari. Obiettivo della revisione contabile è dare un marchio di garanzia a informazioni puntuali, tempestive e ricorrenti».

Complimenti! :D



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