Archivio di marzo 2004

mercoledì 31 marzo 2004

Anastacia – “Anastacia”

La storia di Anastacia è una favola. Lei ha una voce da nera in un bellissimo corpo da bianca e, notata da Michael Jackson, ha raggiunto il successo facilmente con I’m outta love.

Eppure la favola è triste, perché Anastacia non è la solita starlette che fa notizia per cambi di fidanzati ed eccessi. Fa una vita moderata e conosce il dolore e la sofferenza. La conosceva già perché è ammalata da quando aveva 13 anni del morbo di Chron, una malattia rara e grave che colpisce l’intestino.

Come se non bastasse, l’anno scorso le è stato diagnosticato un tumore al seno. Mi sembra davvero troppo per una giovane donna come lei. Dà un forte senso di amarezza pensare a questo perverso cocktail di successo e male.

Eppure Anastacia ce l’ha fatta e da qualche giorno è nei negozi con Anastacia, in cui è autrice di testi e musica. Il primo mini-concerto gratuito lo ha tenuto presso un ospedale londinese, memore dei giorni di convalescenza trascorsi nell’ultimo anno.

Credo che questo CD meriti di essere comprato:
1. Perché lei è portentosa.
2. Perché se c’è un modo per farle sentire la nostra vicinanza forse è proprio questo.

Un bacio!

Anastacia

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lunedì 29 marzo 2004

Berlusconi a Palermo

Cosa resterà della convention per il decennale della vittoria di Berlusconi a Palermo?

Per quanto mi riguarda, oltre alla “visione” (si fa per dire) del premier scortato da almeno dodici auto e due elicotteri che ho incrociato sull’autostrada al mio rientro dalla radio sabato pomeriggio, resterà la risatina che mi ha procurato una contro-campagna molto divertente e pressoché sistematica di “lifting” dei manifesti che tappezzavano (come al solito anche abusivamente) Palermo.

In basso ho messo una foto che ho scattato con il telefonino in via Roma.

Ma rimarrà anche l’immagine di Rudy Belcastro in abito scuro che cerca di porre qualche domanda a Silvio… Lui l’aveva “nascosta” tra le righe del blog, ma Life is too short to drink bad wine l’ha implacabilmente schiaffata ben in vista in questo post! :D

Il manifesto ritoccato di Berlusconi a Palermo

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domenica 28 marzo 2004

“Effetto placebo”

Questo sabato pomeriggio sono andato con Cicciosax in centro per vedere due mostre. Io volevo vedere WEBeSCAPE.

Anche due “palermitani d.o.c.” (:P) riescono a perdersi confondendo tra di loro i mercati (che dovrebbero farci da punti di riferimento) e pensando confusionariamente il Capo, la Vucciria e Ballarò come se fossero un unico luogo.

Ciccio sapeva dell’inaugurazione di una mostra che però nonsisadichiènédichecosa e, dopo chilometri a piedi, slalom tra pietroni semidivelti della pavimentazione stradale e mandibole di cavallo (?) abbandonate su asfalti calcati da cani arruffati, giovani sinistroidi arruffati ed extracomunitari che conoscono a menadito la Palermo antica, finiamo alla Galleria Francesco Pantaleone. Su una piazza poco illuminata si apre un portone che dà su una scalinata a spirale. Salire sa di discesa agli inferi all’insù, sensazione accentuata anche dalla penombra, dalle sagome che ci sfiorano, dai lumini alla citronella e dall’odore intenso dell’incenso che proviene dalla mostra. Ciccio sembra a suo agio, mentre io sono un pesce fuor d’acqua che fa finta di niente.

Entrando nella galleria le pareti sono di un rosso sangue che altera ancora di più le mie percezioni. Tocco un muro con la mano sinistra e non mi stupirei se risultasse inconsistente e la mano potesse passarci attraverso, malgrado qualche blanda resistenza delle sue molecole.

La mostra (che si chiama Effetto placebo) sembra banale e a tratti incomprensibile, ma io non ci capisco un *azz* di arte e sono anche sicuro che potrebbero spiegarmi che invece le letture di ciò che ho visto sono tante. Un balcone che non mi dà alcuna sicurezza mi permette per un attimo di sentire l’aria della sera e di vedere ciò che rimane (Ciccio lo afferma con sicurezza) di un palazzo bombardato durante la seconda guerra mondiale.

Scendiamo e ci mettiamo in cerca di piazza S. Anna. Arriviamo e ci dicono che la mostra inizia alle 21, perchè «i ragazzi arrivano verso le nove».

Poco importa se l’orario ufficiale dice che la mostra è dalle 18 alle 24: qui siamo in Marxlandia e gli orari sono soltanto un’insopportabile rigidità…

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sabato 27 marzo 2004

Sintonizzatevi

Tra qualche minuto intervisterò in diretta in http la mitica Proserpina. Chissà che combino. ;)

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mercoledì 24 marzo 2004

Lauryn said…

«Tomorrow, our seeds will grow: all we need is dedication»

(Lauryn Hill – Everything is everything).

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