venerdì 17 settembre 2004

Deeario “pro” Cristina Gavello

Riassumo i termini della questione per coloro i quali erano presi dall’altro “drammone” del momento nella blogosfera (ovvero la dipartita che-lascia-molti-dubbi di Kiki):

  • Monia si è laureata con una tesi sul net-work writing in cui c’è un capitolo sui blog;
  • Cristina Gavello, con la consulenza di Vittorio Pasteris, ha scritto un noto e-book intitolato Weblog: professione e passione nello scrivere in rete per NetManager;
  • Monia ha scoperto che Cristina ha “scopiazzato” parecchie parti della sua tesi che ora è spalmata malamente sull’e-book in questione…e si è (giustamente) inca**ata;
  • Vittorio ha chiarito che Cristina ha trasfuso il contenuto della propria tesi, di cui lui era correlatore, nell’e-book;
  • la “notizia” è stata ripresa dai blogger della blogosfera che prima gentilmente, poi moderatamente, poi morbosamente, poi sadicamente, hanno bisbigliato, mormorato, detto, raccontato, sparlato, spettegolato, urlato, fantasticato di perseguimento penale che Cristina Gavello è una copiona.

Riflessioni:

  • Monia secondo me è stata impeccabile e ha dimostrato gran classe e savoir faire;
  • Cristina è stata ingenua e pagherà perdendo la fiducia di Vittorio, del suo relatore e dei mille che hanno scaricato l’e-book;
  • chi ha dato della copiona a Cristina è forse un falso moralista poiché…

CHI NON HA MAI COPIATO?

Non sto facendo del “malcomunmezzogaudismo”, ma francamente alla maturità ci siamo andati tutti con le cartucciere con i temi! E i test della patente? E le ricerche, le relazioni, gli articoli? Ok, forse per la tesi è più grave, ma chi può giudicare Cristina? Noi “furbi” che forse quando copiamo rimaneggiamo, incrociamo, traduciamo dall’inglese, non lasciamo più di tre parole di seguito del testo originale?

Cristina Gavello non è una copiona. Non molto più della media di noi, almeno. Ha sbagliato e ha sottovalutato la Rete. Ma questa gogna elettronica non mi piace.



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COMMENTI COMMENTI


  1. venerdì 17 settembre 2004

    tony – forse sono l’unica scema che non ha mai copiato in vita sua (anche perché so che, se lo facessi, mi uscirebbe una spia d’allarme lampeggiante in fronte, quindi evito accuratamente). se per “copiare” intendi “citare una fonte” è un conto, da che mondo è mondo il lavoro di “rielaborazione” di idee altrui dà da mangiare a scrittori, storici e quant’altro. se però si procede con ctrl+c e ctrl+v senza nemmeno citare la fonte, allora, se permetti, si tratta di plagio bell’e buono.
    quello che mi “perplime” di più, però, sono i docenti che non s’accorgono delgi scopiazzamenti – anche quando trattasi di tesi di laurea. nella mia facoltà proprio un paio di sessioni fa è successo il putiferio perché una tipa aveva copiato di sana pianta la tesi (sul restauro di non mi ricordo che palazzo) di un’altra tipa che s’era laureata nemmeno sei mesi prima. beh, se ne sono accorti eccome…

    Separatore
  2. venerdì 17 settembre 2004

    Sono d’accordo con Giorgia (e non ho mai copiato nemmeno io una tesi altrui)… Tu dici “Cristina è stata ingenua e pagherà perdendo la fiducia di Vittorio, del suo relatore e dei mille che hanno scaricato l’e-book” ed invece no, i mille che l’hanno scaricato non sapranno mai la verità, perché ormai consisterà in un .pdf offline sul suo PC…

    Separatore
  3. venerdì 17 settembre 2004

    Siamo in due che non hanno mai copiato, allora. D’accordo (fino ad un certo punto) con le rielaborazioni (citando la fonte), ma ‘copia e incolla’ vuol dire proprio rubare il lavoro altrui. E non è giusto, e non è moralismo. E’ rispetto.
    Per quanto riguarda i docenti, beh ce ne sono alcuni che incoraggiano a copiare le tesi di laurea dei loro tesisti precedenti, per risparmiare tempo e correzioni.

    Separatore
  4. lunedì 20 settembre 2004

    Ho letto della vicenda anche io, saltando da un blog all’altro, bhe anche a me par eccessivo il rumore che si è creato per una vicenda che non ha certo dell’incredibile… Chi non ha copiato di sana pianta qualcosa, per macanza di tempo, per chissà quale motivo non ci ha provato almeno una volta nella vita….Chi non ha pensato di farlo e non ha avuto il coraggio. Non abbiamo letto nulla da parte dell’imputata, le spiegazioni, non sappiamo nulla di lei. E poi non ho capito: da dove avrebbe copiato!!! Come ha reperito la tesi?

    Sicuramente farà le scuse a Monia e la vicenda si concluderà, il libro avrà successo (almeno fra i bloggers…dopo una simile bufera!!!!)

    Separatore
  5. lunedì 20 settembre 2004

    Mah, c’è gente che non copia. Forse è una genìa che farà la fine dei dodo, ma per ora resiste.
    C’è gente che quando cita qualcosa di qualcun ALTRO, si fa 32.557 scrupoli di copiare le virgole giuste, di citare esattamente il passo da cui la citazione è tratta, perde anche mezz’ora in biblioteca o su internet per controllare una data di pubblicazione e non si dimentica MAI di attribuire la giusta paternità al pezzo citato.
    C’è gente così.
    E c’è gente che non è così, chiamiamoli furbi se non vengono sgamati, gridamogli “vergogna” se – evviva – sono pizzicati con le mani nella marmellata.
    Il mondo dei “ma sì, ma chi non copia, ma fatti meno pippe and take it easy baby” è un mondo bello luminoso, ma se si rompe una lampadina, perchè non indicarla col dito?
    Certo.. lo sciocco guarderà il dito e non la lampadina rotta…

    Separatore
  6. domenica 19 ottobre 2008

    mamma mia cristina, stai proprio messa male…che tristezza

    Separatore
  7. domenica 5 settembre 2010

    Gostaria de saber se Cristina Gavello é parente, conhece ou conheceu DINARELLI
    VITTORIO GAVELLO.

    Separatore

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