Archivio di ottobre 2004

sabato 30 ottobre 2004

“Proiezioni trasposte…”

Sono stato all’inaugurazione della mostra fotografica della mia collega Benedetta alla libreria Idiomi (via Mario Rapisardi 12/e, Palermo). È stata una bella occasione per rivedere anche Cristina, che ha una galleria d’arte, e Antonella, che fa la giornalista. A volte mi dimentico nella frenesia di tutti i giorni di conoscere persone che hanno davvero dentro di sé qualcosa di bello, una passione, e sorridono sempre o quasi. Dovrei passare più tempo con loro.

La mostra (Proiezioni trasposte… – Riflessi e graffiti dal Nord Europa) è varia, con architetture, graffiti, volti, pezzi di natura. Mi è piaciuta.

Io mi autoironizzo quasi sempre quando entro a contatto con l’arte, perché credo di non capirne granché. E da profano, quindi, che vi dico che alla mostra ci sono delle foto che rappresentano cose tipo un gatto nel forno a microonde, la sosia di Vanessa Gravina che beve champagne e ha il viso segato in tre come nei numeri degli illusionisti e Berlusconi che imita Pinocchio e ci riesce pure male. :P

…E siccome siamo anche abbastanza esauriti, con Cristina abbiamo vaneggiato sul fatto che “Di là dal faro” sarebbe un bel nome per un’autocarrozzeria. Ma lei precisa che sarebbe un carrozziere gotico (riferendosi alla distinzione tra “citra farum” e “ultra farum” nel Regno delle due Sicilie). Ma questa mi sa che l’abbiamo capita soltanto noi… :D

“Proiezioni trasposte... - Riflessi e graffiti dal Nord Europa”

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sabato 30 ottobre 2004

Osama W. Fitzgerald bin Laden

A tre giorni dalle elezioni americane si rivede il candidato. Colui che si autocandida a poter decidere del destino della “terra dei liberi”. Osama.

Osama bin Laden si rivolge agli americani

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giovedì 28 ottobre 2004

Let’s get in on in public

«Let’s get it on in public
Just let it go I promise that you’ll love it
Oh daddy don’t you wanna be my subject?
Ooh let’s get it on in public
Ooh»

(Kelis feat. Nas – In public).

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martedì 26 ottobre 2004

Accattate gente

Princess Proserpina - “Confessioni di una folle”

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lunedì 25 ottobre 2004

Le cicale siciliane

Le cicale siciliane cantano anche a ottobre. La Regione Siciliana paga loro lo straordinario e distribuisce buoni pasto per comprare la linfa vegetale ai chioschetti, passa il Giornale di Sicilia (che non manca mai al vero dipendente regionale poiché è indispensabile – pare – per conciliare l’acclimatazione con la scrivania…) e concede fringe benefit assortiti.

In realtà le cicale non cantano. Né sfregano le zampe (come invece fanno i grilli) per produrre il caratteristico suono gracidante e metallico. Muovono un muscolo che tramite un tendine fa vibrare delle piastrine e il suono rimbomba nell’addome pieno d’aria. Lo fanno per abbordare, come si fa quasi qualunque cosa soprattutto quando si è giovani.

Non so se mi piace sentire le cicale cantare a ottobre. Saranno simbolo dell’eloquenza, come scrisse Omero nell’Iliade, ma quando devi studiare e fa caldo (quindi loro cantano rimarcandolo) un po’ di voglia di usare il napalm ti viene uguale.

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