venerdì 16 settembre 2005

L’improbabile proporzionale

Qualche riflessione sulla proposta di modificare il sistema elettorale in senso proporzionale.

Innanzitutto devo dirlo: sinistroidi che rivendicate la solita superiorità morale e che vi strappate i capelli per il vulnus alla democrazia non avete capito niente! Se il sistema italiano è gravemente compromesso lo è tutto, e con questo intendo i singoli componenti dei singoli partiti di entrambi gli schieramenti compresi i loro leader (sempre che lo rimangano dopo primarie e discussione sulla premiership). Ci sono troppe nuvole oscure sul passato di Berlusconi e di Prodi, sulle loro scelte pragmatiche e sui loro mandati presidenziali. Nelle cose che ho letto in questi giorni trovo purtroppo sempre la classica posizione del «noi buoni, voi cattivi» (e c’avete perso due elezioni). Facciamo che siamo tutti nello stagno della seconda repubblica e che la melma è alta.

Premesso ciò, Sartori ha scritto ne La riforma con il veleno alcune cose che condivido, dettate da uno sguardo all’Italia che abbiamo e non a quella che vorremmo. Dice che l’attuale sistema elettorale lascia troppo spazio ai partitini e aggiunge:

«Partitini che per salvarsi da una riforma elettorale che li farebbe sparire sono pronti a spaccare tutto, ivi incluso il governo nel quale siedono. Il fatto è, allora, che una riforma elettorale può essere fatta in Italia soltanto sotto elezioni. È la nostra unica “finestra di opportunità”. Perché sotto elezioni la pistola dei partitini diventa scarica. Sotto elezioni il governo è a termine, i partitini-ricatto non lo possono far cadere perché decade da sé. Che la nostra riforma elettorale possa essere fatta soltanto alla ventitreesima ora l’ho scritto molte volte e da tempo».

Sarà triste, ma è veritiero. Da un punto di vista formale (lo dice il costituzionalista) la riforma è fattibile. Moralmente (ma anche tecnicamene) nascono dei problemi dovuti al computo dei voti e dei seggi, è evidente. E Sartori dice:

«La sproporzione fra voti e seggi caratterizza il sistema maggioritario, non certo i sistemi proporzionali. Ed è il sistema maggioritario, non il sistema proporzionale, che eventualmente falsa il rapporto tra voti e seggi consentendo a una minoranza elettorale di conseguire la maggioranza in Parlamento. Anche se il proporzionalismo non ci piace, non è lecito condannarlo dicendo sciocchezze».

Non sono totalmente d’accordo e rimango maggioritarista perché comunque il maggioritario con i collegi uninominali porterebbe (se non fossero “blindati” e spartiti con logiche perverse, ok) benefici, sussidiarietà ecc., ma qui Sartori evidenzia che si è molto imprecisi a condannare un sistema a priori non valutando una serie di pro e di contro anche di contesto. Eppure ci stiamo impantanando su questioni tecniche e giudizi di valore e finiremmo come molti al tifo.

La partita è un’altra: rilassatevi! Assistiamo a una mossa che, per una volta è, a mio avviso, molto astuta. Da un mese a questa parte si parla di voglia di centro, di balena bianca, di Follini e Rutelli a braccetto non si sa quando ma si sa come. E qui arriva la proposta di proporzionale: pigliatevi questo centro!

Si farà la riforma? Io ne dubito. C’è una volontà di farla o si vuole mettere qualcuno in un angolo? Che cosa avviene? I centristi sono nei casini e le primarie del centrosinistra possono essere ulteriormente turbate.

Ragioniamo per stakeholder. Chi beneficerebbe della riforma in senso proporzionale? Follini e i partiti “piccoli”, tra cui La margherita e Rifondazione comunista, ma anche i partiti in proporzione più grandi…i Democratici di Sinistra e…Forza Italia anche se qui potrebbero sorgere dubbi. Di certo c’è che alle ultime elezioni Forza Italia è andata male e la riforma le garantirebbe comunque di rimanere primo partito nel centrodestra. Svantaggiate le “ali” degli schieramenti.

E qui c’è un paradosso: Fini vuole il maggioritario e dice sì al proporzionale ma dopo la odiata devolution; Follini si irrita, vuole il proporzionale ma preferisce il maggioritario alla devolution! Ciampi dice di non guardare indietro, nella maggioranza si rumoreggia (sembra anche i deputati centristi) più per il complicarsi dell’attribuzione di candidature e collegi che per adesione a un’idea, l’opposizione fa mancare il numero legale, i sinistroidi si indignano fino a farmi leggere frasi assurde come «occupiamo il Parlamento» (manco fosse la skuola okkupata!). Quindi (non ci siamo ancora, ma alla fine del “teatrino” credo che andrà così): non esistono le condizioni per la riforma in senso proporzionale.

Ancora una riflessione, invece. Credo che in questo momento Prodi tremi e che siano molto forti le tentazioni di massacrarlo alle primarie , il che potrebbe aprire la via a un’adesione al progetto di riforma in senso proporzionale. Sicuramente le primarie si svolgeranno in un clima di tensione.

In conclusione l’Udc incastrata dovrà ingoiare il rospo e seguire il percorso in cui le manovre di Berlusconi e Fini la chiudono: ricandidare Berlusconi e giocarsela voto per voto, magari perdendo.



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COMMENTI COMMENTI


  1. venerdì 16 settembre 2005

    e il referendum votato dagli italiani? ritengo che un cambio delle regole in corsa fatta da questo governo, che fra buoni e cattivi, è indubbiamente quello che sta facendo più male a tutti, quindi il più cattivo, mi puzza, non mi piace, è da conati!
    Poi si parla di sbarramento al 4% e questo penalizzarebbe molto dippiu le liste e i movimenti che ruotano intorno all’nione, e i calderoli al governo lo sanno, ma pur di rstare aggrappati al potere, loro che la democrazia la vogliono esportare, sono disposti e prenderla pure ne C… tanto sanno quanto la faranno pagare.
    Io non li voglio pù, non li reggo più! Sono indubbiamente pericolosi!

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  2. venerdì 16 settembre 2005

    Se esci dal linguaggio sinistrorsi/destrorsi condivido sia Sartori sia le tue conclusioni. Le primarie sono la necessità di dare a Prodi una base che altrimenti non possiede. Quindi non sono vere primarie. in più sono lontanissime dal nostro spirito e dalla nostra cultura dell’appartenenza. Ragionando a mente fredda dico che 1543 miliardi di euro accumulati dal debito pubblico negli ultimi venti anni sono una palla al pide dell’Italia. Se questo governo avesse impiegato la metà del tempo speso per leggi ad personam ad occuparsi di questo l’avrei anche votato. Vedi, ti sembrerà strano. Ma non mi interessa tanto la destra o la sinistra ma le persone ed i programmi. Asfaltare una strada o costruire alloggi non è di destra nè di sinistra. non sopporto la demagogia, la presa per i fondelli, l’offesa alla mia intelligenza. Cose queste che vengono fatte tutti i giorni da molti di loro(non da tutti) da una parte e dall’altra. Ecco perchè cerco di scegliere e di distinguere.

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  3. domenica 18 settembre 2005

    Premetto che non sono un grosso esperto di politica! ma voglio dare il mio contributo lo stesso!
    Credo che le persone che in realtà ci dovrebbero rappresentare al governo non lo fanno!! io personalmente non conosco nessuno che è venuto a preoccuparsi del mio futuro, ma sicuramante sanno che io ho votato per loro! Qui non si tratta di cercare un metodo alternativo per la formazione del Governo, qui si tratta di far diventare importante ogni singola idea di ogni singolo italiano! Per me dovrebbero andare tutti a casa! io abbolirei il governo e fare governare ogni singolo italiano!!! Come? semplicissimo!!! fare continui referendum e farei fare le leggi agli italiani!! Un utopia penserete!! ma secondo me è più assurdo vedere leggi personali estese a livello nazionale!! L’italiano sa cosa gli manca e sa veramente dove sta la sua piaga!!
    Un politico che guadagna sopra le nostre spalle non pensa che c’e un italiano che l’ha votato e che gli permette di campare!!
    Quindi proporrei un gorverno referendumziale!!
    Ringrazio per avermi dato la possibilià di esprimere la mia idea!

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  4. lunedì 19 settembre 2005

    non sono propriamente d’accordo su quanto hai detto…appoggio la tesi di Panebianco esposta nel lontano 13 marzo 2000.
    Ti consiglio di leggerla, c’è un link sul mio blog!

    Ciao.

    http://lazzaroblu.blog.excite.it

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  5. mercoledì 12 ottobre 2005

    Mentre l’Europa si dipinge di democrazia con accordi importanti che dovrebbero essere dettami di una politica corretta, in Italia si gioca a fare politica di seconda categoria cambiando le regole pur di vincere una partita già persa a priori. Gli elettori sono maturi e vaccinati da ddl riforme e leggi varate da un centro destra che ha fatto ammalare la democrazia e l’economia italiana. Adesso c’è il caro Silvio che fà delle riformette con il cerotto pur di riparare le falle di un economia in decadimento, lui nella sua vita non ha mai perso ha ottenuto quanto desiderava, ma sempre con metodi corretti? Qui si parla di democrazia e rispetto delle leggi, chi dovrebbero essere i garanti dell’imparzialità tacciano per convenienza, caro Casini, in democrazia il più forte governa e il garante dovrebbe essere super partes, questo esisteva in un demcrazia di stampo vecchio, ora ci troviamo con politici bercioni e beoti che pur di incollarsi alle loro care poltrone sono schiavi del Cavaliere svendendo il nostro Bel Paese sputando sul tricolore con delle riforme che hanno solo rovinato la nostra immagine all’estero.

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