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	<title>Commenti a: Le relazioni nella blogosfera e il RDS</title>
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	<description>Il blog di Tony Siino</description>
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		<title>Di: Mariano "Raziel" Calò</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-94926</link>
		<dc:creator>Mariano "Raziel" Calò</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 01:39:41 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; davvero interessante questo post. Non mi permetto di commentare o di dare suggerimenti, perchè le uniche mie competenze derivano dai manuali di metodologia della ricerca sociale che sto studiando in qeusti giorni per un esame, però ho capito quasi tutto. La cosa straordinaria è che il 20 ho l&#039;esame di teoria e tecnica dei nuovi media e due giorni dopo quello di emtodologia proprio con Trobia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; davvero interessante questo post. Non mi permetto di commentare o di dare suggerimenti, perchè le uniche mie competenze derivano dai manuali di metodologia della ricerca sociale che sto studiando in qeusti giorni per un esame, però ho capito quasi tutto. La cosa straordinaria è che il 20 ho l&#8217;esame di teoria e tecnica dei nuovi media e due giorni dopo quello di emtodologia proprio con Trobia.</p>
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		<title>Di: Tony</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-94895</link>
		<dc:creator>Tony</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2007 00:38:27 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Fabio per il tuo intervento (e grazie a tutti per gli altri commenti).&lt;br /&gt;Quanto al punto uno concordo, però qui si mira a una tecnica che abbia risultati rigorosamente raggiunti, più che rappresentativi. Più rigorosi sarebbe migliori di quelli finora esistenti. Quanto al punto due credo che si possano aumentare i passaggi e monitorare bene il tutto tramite i metadati. Quanto al punto tre...diciamo che non va bene lo spider che utilizza i feed mentre andrebbe meglio uno spider che analizza l&#039;HTML.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Fabio per il tuo intervento (e grazie a tutti per gli altri commenti).<br />Quanto al punto uno concordo, però qui si mira a una tecnica che abbia risultati rigorosamente raggiunti, più che rappresentativi. Più rigorosi sarebbe migliori di quelli finora esistenti. Quanto al punto due credo che si possano aumentare i passaggi e monitorare bene il tutto tramite i metadati. Quanto al punto tre&#8230;diciamo che non va bene lo spider che utilizza i feed mentre andrebbe meglio uno spider che analizza l&#8217;HTML.</p>
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		<title>Di: FG</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-94891</link>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2007 12:07:09 +0000</pubDate>
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		<description>Dopo aver letto le varie reazioni provo ad aggiungere i miei 2 cents&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Condivido in linea di massima quanto detto nell&#039;ultimo commento. Ovvero senza conoscere l&#039;universo di riferimento temo sia impossibile fare un campione statisticamente rappresentativo. Dunque in relazione all&#039;oggetto blogosfera ogni nuova tecnica di campionamento può essere interessante ma non credo possa essere considerata migliore di un&#039;altra dal punto di vista della rappresentatività statistica essendo questo concetto dipenente dalla conoscenza dell&#039;universo (che non è possibile conoscere ed è profondamente dinamico);&lt;br /&gt;2. Non sono sicuro che in sei passaggi si abbia alcuna garanzia di coprire la totalità della blogosfera. La teoria del piccolo mondo fa riferimento al fatto che un nodo è connesso con qualunque altro in meno di sei passaggi ma non offre alcuna garanzia che partendo da quel nodo, chiedendo di indicare altri nodi e iterando per sei volte il procedimento con la procedura a palla di neve si copra la totalità della rete. Ovviamente la percentuale di copertura dipende dal numero di nodi che si chiede di indicare a ciascun nodo.&lt;br /&gt;3. Se il problema principale nel seguire i link consiste nel fatto che non è possibile riconoscere automaticamente se un sito è un blog o no, una possibile proposta di soluzione potrebbe essere quella di avvalersi per la procedura di campionamento di un sistema tipo Amazon Mechanical Turk pagando qualche cent per far riconoscere a qualcuno se un sito che gli viene presentato è un blog o meno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver letto le varie reazioni provo ad aggiungere i miei 2 cents</p>
<p>1. Condivido in linea di massima quanto detto nell&#8217;ultimo commento. Ovvero senza conoscere l&#8217;universo di riferimento temo sia impossibile fare un campione statisticamente rappresentativo. Dunque in relazione all&#8217;oggetto blogosfera ogni nuova tecnica di campionamento può essere interessante ma non credo possa essere considerata migliore di un&#8217;altra dal punto di vista della rappresentatività statistica essendo questo concetto dipenente dalla conoscenza dell&#8217;universo (che non è possibile conoscere ed è profondamente dinamico);<br />2. Non sono sicuro che in sei passaggi si abbia alcuna garanzia di coprire la totalità della blogosfera. La teoria del piccolo mondo fa riferimento al fatto che un nodo è connesso con qualunque altro in meno di sei passaggi ma non offre alcuna garanzia che partendo da quel nodo, chiedendo di indicare altri nodi e iterando per sei volte il procedimento con la procedura a palla di neve si copra la totalità della rete. Ovviamente la percentuale di copertura dipende dal numero di nodi che si chiede di indicare a ciascun nodo.<br />3. Se il problema principale nel seguire i link consiste nel fatto che non è possibile riconoscere automaticamente se un sito è un blog o no, una possibile proposta di soluzione potrebbe essere quella di avvalersi per la procedura di campionamento di un sistema tipo Amazon Mechanical Turk pagando qualche cent per far riconoscere a qualcuno se un sito che gli viene presentato è un blog o meno.</p>
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		<title>Di: Ubik</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-94883</link>
		<dc:creator>Ubik</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 15:19:18 +0000</pubDate>
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		<description>Sicuramente concordo con te sul fatto che, non si scappa, il metodo del costruire &quot;a mano&quot; e non con un algoritmo, pur con tutti i limiti che presenta, è l&#039;unico che può dare una mappa un minimo significativa di quello che c&#039;è nei blog. Ma si pone comunque il problema di definire a priori, se non un obiettivo a priori, almeno una qualificazione della mappa che vai costruendo.&lt;br /&gt;Mi spiego meglio con un esempio su di te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la mappa dovesse indicare i blog che in qualche modo si relazionano per affinità di interessi professionali tu, nell&#039;indicare la tua rete di relazioni, non potresti esimerti dal citare alcuni blog che leggi per, passami il termine, &quot;lavoro&quot;.&lt;br /&gt;Se invece la mappa riguardasse le persone che in qualche modo leggi per amicizia o per diletto, i blog citati sicuramente sarebbero sicuramente, almeno in parte, diversi dai primi e non ti correrebbe l&#039;obbligo di citare i primi.&lt;br /&gt;Il punto quindi è che ogni blog ha più reti relazionali in funzione del vincolo che li lega agli altri blog e queste reti non coincidono mai del tutto ma non sono mai neanche degli insieme completamente disgiunti .&lt;br /&gt;In ogni caso la soluzione sarebbe fare più mappe in funzione degli universi che si vuole descrivere.&lt;br /&gt;Questo moltiplica x enne le difficoltà. Ma non mi sembra ci siano alternative </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente concordo con te sul fatto che, non si scappa, il metodo del costruire &#8220;a mano&#8221; e non con un algoritmo, pur con tutti i limiti che presenta, è l&#8217;unico che può dare una mappa un minimo significativa di quello che c&#8217;è nei blog. Ma si pone comunque il problema di definire a priori, se non un obiettivo a priori, almeno una qualificazione della mappa che vai costruendo.<br />Mi spiego meglio con un esempio su di te.</p>
<p>Se la mappa dovesse indicare i blog che in qualche modo si relazionano per affinità di interessi professionali tu, nell&#8217;indicare la tua rete di relazioni, non potresti esimerti dal citare alcuni blog che leggi per, passami il termine, &#8220;lavoro&#8221;.<br />Se invece la mappa riguardasse le persone che in qualche modo leggi per amicizia o per diletto, i blog citati sicuramente sarebbero sicuramente, almeno in parte, diversi dai primi e non ti correrebbe l&#8217;obbligo di citare i primi.<br />Il punto quindi è che ogni blog ha più reti relazionali in funzione del vincolo che li lega agli altri blog e queste reti non coincidono mai del tutto ma non sono mai neanche degli insieme completamente disgiunti .<br />In ogni caso la soluzione sarebbe fare più mappe in funzione degli universi che si vuole descrivere.<br />Questo moltiplica x enne le difficoltà. Ma non mi sembra ci siano alternative</p>
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		<title>Di: Il lamento di Zuck</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-10053</link>
		<dc:creator>Il lamento di Zuck</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2007 23:15:18 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Mappa o non mappa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Tony Siino fa un passo avanti nell&#8217;analisi della blogsfera italiana iniziata da Blogitalia e continuata dalla mappa di Blogbabel. In questo interessantissimo post pone le basi per una seria analisi statistica dell&#8217;oggetto. Consiglio a tutti…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mappa o non mappa</strong><br />Tony Siino fa un passo avanti nell&#8217;analisi della blogsfera italiana iniziata da Blogitalia e continuata dalla mappa di Blogbabel. In questo interessantissimo post pone le basi per una seria analisi statistica dell&#8217;oggetto. Consiglio a tutti…</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Il Blog di Stefano Epifani</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-10052</link>
		<dc:creator>Il Blog di Stefano Epifani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2007 00:47:57 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Diario di navigazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Diario di navigazione</strong></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: grazitaly</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-94878</link>
		<dc:creator>grazitaly</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jan 2007 15:32:33 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;idea di Tony mi pare ottima, al di la di condividere la prima parte del post, l&#039; unica cosa è che il progetto non è facile da fare.&lt;br /&gt;Conoscendo Tony penso che ce la farà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea di Tony mi pare ottima, al di la di condividere la prima parte del post, l&#8217; unica cosa è che il progetto non è facile da fare.<br />Conoscendo Tony penso che ce la farà.</p>
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		<title>Di: G.V.</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-94877</link>
		<dc:creator>G.V.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jan 2007 14:20:13 +0000</pubDate>
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		<description>Anche io concordo sul definire quali siano le research questions prima di ragionare sul campione.&lt;br /&gt;Lo snow-balling sampling ha il difetto che in una grande rete, richiederebbe un po&#039; di tempo e non da ovviamente alcuna garanzia di rapppresentivita&#039;. Pero&#039; permetterebbe di identificare i nodi della blogosfera, in questo si, siamo simili alla teorie del small world, dove lo scopo era capire le differenze nelle reti sociali tra semplici connessioni e connettori.&lt;br /&gt;Nella mia ricerca su blog e politica ho usato un campione di oltre 1000 degli utenti di Splinder, Cannocchiale e Dada.net perche&#039; non ero interessato a fare un mappa ma ha compredere alcune delle modalita&#039; d&#039;uso dei blog per discutere di politica.&lt;br /&gt;Se alcune delle differenze o dei risultati erano statisticamente significativi, visto che si trattava di processi e non di mappe, hanno un buona affidabilita&#039;&lt;br /&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io concordo sul definire quali siano le research questions prima di ragionare sul campione.<br />Lo snow-balling sampling ha il difetto che in una grande rete, richiederebbe un po&#8217; di tempo e non da ovviamente alcuna garanzia di rapppresentivita&#8217;. Pero&#8217; permetterebbe di identificare i nodi della blogosfera, in questo si, siamo simili alla teorie del small world, dove lo scopo era capire le differenze nelle reti sociali tra semplici connessioni e connettori.<br />Nella mia ricerca su blog e politica ho usato un campione di oltre 1000 degli utenti di Splinder, Cannocchiale e Dada.net perche&#8217; non ero interessato a fare un mappa ma ha compredere alcune delle modalita&#8217; d&#8217;uso dei blog per discutere di politica.<br />Se alcune delle differenze o dei risultati erano statisticamente significativi, visto che si trattava di processi e non di mappe, hanno un buona affidabilita&#8217;</p>
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		<title>Di: Tambu</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-94873</link>
		<dc:creator>Tambu</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2007 20:20:31 +0000</pubDate>
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		<description>figurati, non è la lunghezza. Evidentemente è troppo difficile per me.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>figurati, non è la lunghezza. Evidentemente è troppo difficile per me.</p>
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		<title>Di: Maurizio Goetz</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-94871</link>
		<dc:creator>Maurizio Goetz</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2007 17:09:52 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo anche io nella necessità prima di proseguire ogni altra analisi di chiarire bene gli obiettivi, chiedendoci che cosa si vuole mappare e per quali ragioni. Non sono sicuro che abbiate fatto un lavoro molto approfondito sugli obiettivi, perchè sono questi che influenzeranno le ricerche successive. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo anche io nella necessità prima di proseguire ogni altra analisi di chiarire bene gli obiettivi, chiedendoci che cosa si vuole mappare e per quali ragioni. Non sono sicuro che abbiate fatto un lavoro molto approfondito sugli obiettivi, perchè sono questi che influenzeranno le ricerche successive.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tony</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-94870</link>
		<dc:creator>Tony</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2007 16:17:53 +0000</pubDate>
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		<description>Beh, Gaspar, le relazioni. :)&lt;br /&gt;Tambu non è la stessa cosa. Forse ti sarebbe utile una rilettura di questo (lungo, lo so e mi scuso) post (e di quello precedente). ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, Gaspar, le relazioni. :)<br />Tambu non è la stessa cosa. Forse ti sarebbe utile una rilettura di questo (lungo, lo so e mi scuso) post (e di quello precedente). ;)</p>
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		<title>Di: Gaspar</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-94869</link>
		<dc:creator>Gaspar</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2007 16:13:44 +0000</pubDate>
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		<description>Tony, non mi è chiaro che cosa si vuole mappare e perché, ma mi è chiaro che a farlo bene è una faticaccia mostruosa...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tony, non mi è chiaro che cosa si vuole mappare e perché, ma mi è chiaro che a farlo bene è una faticaccia mostruosa&#8230;</p>
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		<title>Di: Simone Morgagni</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-94868</link>
		<dc:creator>Simone Morgagni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2007 12:32:03 +0000</pubDate>
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		<description>Beh, non sto sostenendo che in rete è impossibile incontrarsi a meno che non avvenga un contatto diretto. Mi stavo chiedendo, piuttosto, se la modifica sostanziale tra i comportamenti reali e quelli digitali basti a coprire lo scarto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi spiego meglio. In rete va tanto di moda il termine « serendipity », nella realtà no, come mai? Credo principalmente perché nella vita quotidiana siamo costretti per forza di cose a fare i conti con una marea di situazioni, oggetti, informazioni che non riteniamo importanti. Da questo ambiente comunque traiamo un sacco di spunti che non avremmo altrimenti avuto, ma è quotidiano, per cui la serendipity non ci stupisce neppure. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In rete invece fa furore. Come mai? Secondo me proprio perché le nostre frequentazioni in rete sono piuttosto consolidate e il comportamento umano unito alla tecnica di ricerca ci permette di bypassare gran parte di quello che potrebbe non interessarci. Di conseguenza diamo molto più valore a quando troviamo qualcosa di inaspettato. E parliamo di serendipity.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosco bene la teoria sociologica di cui parli, ma mi chiedo piuttosto se essa riesca comunque a rispondere ai criteri di cui sopra. Nella vita reale ci siamo tutti e per forza, nella vita digitale, a mio avviso, inseriamo solo un frame delle nostra personalità, alcuni nostri interessi, e questo potrebbe provocare una certa limitazione facendo si che una parte delle comunità esistenti potrebbero non essere toccate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se partiamo da questo presupposto arriviamo a non poter mai dire e il campione preso sarà rappresentativo, proprio perché non sappiamo quale è la reale dimensione del mondo di cui parliamo e non sappiamo chi sono i componenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non scordiamoci che nella realtà il campione fa riferimento a un mondo che è gestito da entità superiori come gli stati che impongono una registrazione di base. Sarebbe possibile trarre un campione rappresentativo in realtà senza avere a priori l&#039;anagrafe o i censimenti governativi? In rete tutto questo non lo possiamo sfruttare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so, ripeto che questa prospettiva è senz&#039;altro più valida di quelle precedenti, ma resta, obbligatoriamente, un po&#039; nel vuoto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, non sto sostenendo che in rete è impossibile incontrarsi a meno che non avvenga un contatto diretto. Mi stavo chiedendo, piuttosto, se la modifica sostanziale tra i comportamenti reali e quelli digitali basti a coprire lo scarto.</p>
<p>Mi spiego meglio. In rete va tanto di moda il termine « serendipity », nella realtà no, come mai? Credo principalmente perché nella vita quotidiana siamo costretti per forza di cose a fare i conti con una marea di situazioni, oggetti, informazioni che non riteniamo importanti. Da questo ambiente comunque traiamo un sacco di spunti che non avremmo altrimenti avuto, ma è quotidiano, per cui la serendipity non ci stupisce neppure. </p>
<p>In rete invece fa furore. Come mai? Secondo me proprio perché le nostre frequentazioni in rete sono piuttosto consolidate e il comportamento umano unito alla tecnica di ricerca ci permette di bypassare gran parte di quello che potrebbe non interessarci. Di conseguenza diamo molto più valore a quando troviamo qualcosa di inaspettato. E parliamo di serendipity.</p>
<p>Conosco bene la teoria sociologica di cui parli, ma mi chiedo piuttosto se essa riesca comunque a rispondere ai criteri di cui sopra. Nella vita reale ci siamo tutti e per forza, nella vita digitale, a mio avviso, inseriamo solo un frame delle nostra personalità, alcuni nostri interessi, e questo potrebbe provocare una certa limitazione facendo si che una parte delle comunità esistenti potrebbero non essere toccate.</p>
<p>Se partiamo da questo presupposto arriviamo a non poter mai dire e il campione preso sarà rappresentativo, proprio perché non sappiamo quale è la reale dimensione del mondo di cui parliamo e non sappiamo chi sono i componenti. </p>
<p>Non scordiamoci che nella realtà il campione fa riferimento a un mondo che è gestito da entità superiori come gli stati che impongono una registrazione di base. Sarebbe possibile trarre un campione rappresentativo in realtà senza avere a priori l&#8217;anagrafe o i censimenti governativi? In rete tutto questo non lo possiamo sfruttare.</p>
<p>Non so, ripeto che questa prospettiva è senz&#8217;altro più valida di quelle precedenti, ma resta, obbligatoriamente, un po&#8217; nel vuoto&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Calia aka estragon</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-94867</link>
		<dc:creator>Giovanni Calia aka estragon</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2007 11:55:46 +0000</pubDate>
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		<description>Ti ho risposto da me. ;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo rispondendo a Simone credo la retedi relazioni presenti sulla blogosfera sia così fitta da poter permettere a due persone di incontrarsi anche senza un collegamente diretto.&lt;br /&gt;Io la vedo nello stesso modo con cui guardo la rete interent. Nodi e collegamenti.&lt;br /&gt;Alla fine se non possiamo arrivare in un punto dalla strada più breve, ci si arriva comunque, anche se dobbiamo allungare un po&#039;. Quello che dico è oltretutto supportato da una &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Sei_gradi_di_separazione_(sociologia)&quot;&gt;famosa teoria&lt;/a&gt; del 1929.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serendipity risponde all&#039;altro tuo dubbio. E&#039; vero che cerchiamo qualcosa di dimile a noi, ma quante volte ci imbattiamo in cose interessanti che non conoscevamo? Questo fa si che si allarghi il raggio delle relazioni. Facendo questo, cresce la possibilità di incontrare persone che, è vero che hanno interessi simili a noi, ma fortunatamente non hanno solo quelli. Mi spiego.&lt;br /&gt;Chiunque ha degli interessi che per quanto possano essere simili, non saranno mai perfettamente combacianti. Questo fa si che io mi interessi si di web 2.0, blog e simili, ma anche di un particolare tipo di musica, di basket, della mia terra (la Basilicata), ecc.&lt;br /&gt;Questa mia rete estesa di relazioni in diversi campi produce diversità. Ma è proprio questo fenomeno che permette di passare di sottorete in sottorete, creando una miriade di anelli di collegamenti tra questi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ho risposto da me. ;)</p>
<p>Ad ogni modo rispondendo a Simone credo la retedi relazioni presenti sulla blogosfera sia così fitta da poter permettere a due persone di incontrarsi anche senza un collegamente diretto.<br />Io la vedo nello stesso modo con cui guardo la rete interent. Nodi e collegamenti.<br />Alla fine se non possiamo arrivare in un punto dalla strada più breve, ci si arriva comunque, anche se dobbiamo allungare un po&#8217;. Quello che dico è oltretutto supportato da una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sei_gradi_di_separazione_(sociologia)">famosa teoria</a> del 1929.</p>
<p>La serendipity risponde all&#8217;altro tuo dubbio. E&#8217; vero che cerchiamo qualcosa di dimile a noi, ma quante volte ci imbattiamo in cose interessanti che non conoscevamo? Questo fa si che si allarghi il raggio delle relazioni. Facendo questo, cresce la possibilità di incontrare persone che, è vero che hanno interessi simili a noi, ma fortunatamente non hanno solo quelli. Mi spiego.<br />Chiunque ha degli interessi che per quanto possano essere simili, non saranno mai perfettamente combacianti. Questo fa si che io mi interessi si di web 2.0, blog e simili, ma anche di un particolare tipo di musica, di basket, della mia terra (la Basilicata), ecc.<br />Questa mia rete estesa di relazioni in diversi campi produce diversità. Ma è proprio questo fenomeno che permette di passare di sottorete in sottorete, creando una miriade di anelli di collegamenti tra questi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Il blog di Giovanni Calia</title>
		<link>http://www.deeario.it/2007/01/26/le-relazioni-nella-blogosfera-e-il-rds/#comment-10051</link>
		<dc:creator>Il blog di Giovanni Calia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2007 11:41:09 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;L&#8217;approccio umano alla Blogosfera&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Pare che discussione &#8220;natalizia&#8221; portata avanti da Tony Siino sulla non rappresentativitÃ  della mappa di BlogBabel, abbia prodotto nello stesso Tony l&#8217;interesse per cercare dei metodi di valutazione diversi e piÃ¹ idonei alla situaz…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;approccio umano alla Blogosfera</strong><br />
Pare che discussione &#8220;natalizia&#8221; portata avanti da Tony Siino sulla non rappresentativitÃ  della mappa di BlogBabel, abbia prodotto nello stesso Tony l&#8217;interesse per cercare dei metodi di valutazione diversi e piÃ¹ idonei alla situaz…</p>
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