lunedì 16 giugno 2008

Alitalia da un altro punto di vista :)

La scorsa settimana ho realizzato un sogno che coltivavo da anni, cioè quello di volare in cabina su un volo di linea Alitalia. Non sto a dirvi come è successo, è stata una circostanza fortunata, ma siccome immagino già che qualche lettore si ponga il problema legato alla sicurezza premetto che ho volato con piloti che mi conoscevano bene e che è assolutamente sicuro che ci sia una terza persona in cabina (l’aereo è progettato così, c’è uno strapuntino a scomparsa che viene utilizzato prevalentemente per l’addestramento e il controllo).
L’aereo era un MD-82. Abbiamo volato fino a FL370 (37000 piedi, poco più di undici chilometri).

In cabina

Condivido con voi alcune riflessioni.

In cabina
Amo l’MD-82, è stato il primo aereo con cui ho volato, lo trovo molto elegante e mi sento molto più a mio agio con la sua aerodinamica, specialmente in virata e in atterraggio. Rispetto al volo da passeggero (a parte gli spazi angusti) le differenze fondamentali si notano al decollo, perché la cabina si trova nel punto più in alto e il rateo di salita si avverte (ma non è troppo diverso dalla business class).
La visuale in cabina è stupenda. Sia nel volo diurno che notturno il paesaggio è spettacolare, così come il passaggio frontale in mezzo alle nuvole. L’atterraggio in notturna è la cosa più emozionante, da quando si avvistano le luci della pista all’attracco al finger.
Ovviamente si hanno molte più informazioni su ciò che accade ascoltando i controllori di volo; la rotta, le quote e tutto il resto. Sui voli United Airlines è possibile ascoltare da passeggero queste conversazioni sul channel 9 della diffusione. Mi piacerebbe molto che si potesse anche in Alitalia.
Al contrario di quello che molti pensano molte operazioni vengono effettuate con l’autopilota (in particolare le virate e gli allineamenti). In decollo e in atterraggio si va a mano e, se come a Linate l’ILS (sistema per l’atterraggio strumentale) non funziona da mesi e ci si trova qualche miglio a sinistra della pista in finale, si vede.
Le crew Alitalia a volte sono parecchio carenti riguardo a hostess e steward, ma i piloti che ho conosciuto sono sempre stati eccezionali. Oltre alle responsabilità che comprenderete il personale di bordo fa una vita complicata. In una giornata tipo si fanno anche cinque tratte (che con transiti e soste può volere dire fino a tredici ore e mezzo di turno), si dorme in città diverse (anche all’estero) e ci si alza anche alle 4 del mattino se si vola presto! Ho avuto in entrambi i voli la percezione di un’estrema professionalità, di senso di responsabilità per le vite e il mezzo, grande calma e capacità di concentrazione e di gestione delle circostanze (in atterraggio a Palermo l’aereo ha frenato, oltre che con i freni, con un solo motore in quanto l’altro non poteva essere usato per la frenata per anomalia compatibile; se non fossi stato in cabina non me ne sarei mai accorto; questi qui comunque atterranno pure senza carrello anteriore…questa era una cavolata). Anche i controllori di volo mi sono sembrati professionali e gentili (le frequenze però sono abbastanza affollate, specialmente su Roma…non si sono scomposti neanche quando il pilota giocherellone gli ha detto in avvicinamento a Palermo «Stiamo arrivando piccioooottti!» :P).

Alitalia
Ho approfittato nella fase di crociera, quando gli interventi del comandante e del F/O sono più limitati, per toccare la spinosa questione legata ad Alitalia e al suo futuro. I piloti Alitalia (con cui ho parlato io) sono giustamente incazzosi per l’andamento delle trattative e per le prospettive nell’aria, non credono a una cordata italiana, temono l’accordo con Air One e sospirano pensando di poter essere costretti ad andare a pilotare in paesi lontani. Ho pensato che Alitalia è uno dei marchi che nel mondo sono sinonimo di Italia e penso che vada evitato il peggio in ogni modo per salvaguardare quello che è un vero patrimonio di professionalità in uno scenario globale. Ovviamente io credo che una cura rigorosa sia necessaria. Sembra che i piloti abbiano le idee molto chiare sulle scelte scellerate che hanno portato a questo punto (Malpensa hub senza chiudere Linate, alcune tratte in perdita operate ancora per motivi assurdi da italietta ecc.); sicuramente uno di loro come amministratore delegato sarebbe stato meglio di quelli avvicendatisi finora…

In conclusione io dico che è stata un’esperienza stupenda che accresce il fascino che il volo esercita su di me (la fastidiosa aviofobia che pure mi accompagna a suo modo è svanita) e ringrazio chi l’ha permessa. Malgrado tutto io tifo per Alitalia.

AGGIORNAMENTO: video del decollo e dell’atterraggio. :)



TRACKBACK TRACKBACK


Il TrackBack URL per questo post è

http://www.deeario.it/2008/06/16/alitalia-da-un-altro-punto-di-vista/trackback/


COMMENTI COMMENTI


  1. lunedì 16 giugno 2008

    Bello, Tony. Tutti coloro che viaggiano hanno imparato ad apprezzare Alitalia. Io continuerò fino all’ultimo volo disponibile :-) sperando che si faccia qualcosa. La chiusura di alitalia è uno spreco troppo gigantesco per non far nascere dispiacere e rabbia.

    Separatore
  2. martedì 24 giugno 2008

    wow…. che invidia…
    e come hai fatto a salire in cabina? come si fa, senza portarsi un taglierino??
    ;-P

    Separatore
  3. mercoledì 27 agosto 2008

    che bello… grazie il tuo racconto è bellissimo. Mi ha messo un sacco di serenità, il modo in cui racconti della crew, dei piloti, la capacità di concentrazione ed il senso di responsabilità che sentono.
    Sono uno di quelli terrorizzati dagli aerei che ha dovuto imparare a controllarsi, perchè non si può fare a meno di prenderli se vuole essere coerenti con le proprie ambizioni ed i propri interessi.
    Credo che fare un viaggio in cabina mi aiuterebbe molto :)

    Separatore

Scrivi un commento


Chiudi
Invia e-mail