lunedì 23 marzo 2009

Barcelona

Ho trascorso buona parte della settimana prima della precedente a Barcellona (ho volato benissimo con Clickair, che vi consiglio) e c’è qualche pensierino da condividere.

Barcellona è una città che ha delle risposte per tutti, che coniuga l’anima mediterranea e la globalizzazione, a misura di turista, con la tradizione e la tecnologia. Il disagio che si prova a confrontarsi con le capitali europee se sei italiano è sempre forte. Barcellona vince anche in confronto a Roma (in relazione al funzionamento della città) e mi fa pensare che in Italia ci sia una carenza di olio di gomito sconfortante. Eppure non mi limito a lamentarmi: credo che bisogna darsi da fare e che la speranza di una vita e di un paese migliori non si debba MAI abbandonare.

Io sono stato da Yahoo! Research per lavoro e ho conosciuto Ricardo Baeza-Yates, un cileno molto gioviale e con delle belle idee. Per esempio sostiene che ci sia un social network implicito tra persone che cercano usando le stesse chiavi di ricerca. E che dal query mining sui singoli siti ci sia molto da imparare per l’ottimizzazione dei contenuti e delle etichette. Per il resto Hugo Zaragoza mi ha mostrato Correlator.

Yahoo! Research Barcelona

La città è uno spettacolare mix di cose, dal quartiere dell’innovazione 22@ con la tecnologia Torre Agbar, al Puerto Olimpico con i suoi localini dove abbiamo gustato una spettacolare sangria (Opium mar), a Las Ramblas con i paradossali venditori di animali (ma chi se li compra???), al mercato de La Boqueria con la merce esposta in piramidi attraenti, al fascinoso Barri Gòtic, ai capolavori del genio di Gaudí (mi ha colpito meno la Sagrada Família, più Casa Battló e Parc Güell) per finire con la Fuente mágica. C’è una cura maniacale dei particolari (coniugando senso estetico e praticità), dalle mattonelle dei marciapiedi con motivi floreali alla salita a Parc Güell lavorata per renderla meno scivolosa alle rotaie con l’erba dei tram all’Avinguda Diagonal che taglia in due la città permettendo un rapido attraversamento. E poi è tutto un cantiere popolato di gru che spuntano tra le case e i palazzi.

Io a Parc Güell

Mi ha colpito il “suono” di Barcelona, le parole “troncate” in catalano e poi sia la chitarra e gli archi pizzicati negli angolini dagli artisti di strada che la musica raffinata dei negozi e dei locali. Ma anche la vitalità che si respira ovunque e a tutte le ore.

Viene quasi da trovargli un difetto da italiano invidioso ed è così che mi sono accorto del fatto che la statua di Colombo che col dito punta verso il mare non indica il Nuovo Mondo, bensì l’est. Mentre le ragazze spagnole non c’è granché da invidiarle: senza offesa sono mediamente bruttine, con le loro frangette nette, gli stivaletti o le scarpe zeppate e quei lineamenti vagamente mascolini e poca eleganza. Eppure mi sentirei gaffosamente berlusconiano nel dire che in Italia almeno c’abbiamo le belle ragazze: basterà questa consolazione per la nostra decadenza?



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COMMENTI COMMENTI


  1. lunedì 23 marzo 2009

    Io ho una mia teoria, Barcellona è la Palermo che tutti vorremmo :P

    Separatore
  2. lunedì 23 marzo 2009

    Vista di passaggio alcuni anni fa… ho avuto le tue stesse impressioni, ragazze comprese. Molto diverse dal resto d’Europa a volerla dir tutta! ;-)
    Ciao,
    Emanuele

    Separatore
  3. sabato 28 marzo 2009

    E ora ti tocca visitare Madrid…

    Separatore
  4. martedì 2 giugno 2009

    ho un gg e 1/2 per vedere barcellona giorno e notte..mi daresti i giusti consigli per ottimizzzare i tempi..locali la sera percorsi cittadini da fare.. partenza venerdi 5 rientro 7 mattina grazie
    barbara

    Separatore
  5. lunedì 19 novembre 2012

    Le spagnole bruttine? In Spagna ci sono tante belle ragazze e non ha nulla da invidiare all’Italia. Come dappertutto ce ne sono sia di belle che di brutte, di carine e non. Per quanto riguarda l’abbigliamento, forse è vero che in Italia si vede più eleganza, ma forse anche troppo. “Da noi”, almeno al nord, spesso quando vai in giro c’è chi si mette a guardare come sei vestito e a volte ti cacciano delle occhiate da criticoni. Qui l’ambiente è molto più “rilassato”. Forse è vero che nel paese iberico si vedono molte che si vestono “hortera” (in modo pacchiano), ma tante altre hanno, secondo me, un bel stile. Per esempio moltissime donne portano gonne e vestiti “interi”, di tutti e stili differenti, una cosa che in Italia, al contrario, si vede ben poco.

    Separatore

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