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Due sassolini nelle scarpe di un social media manager senior

«Capisci di Internét tu? E allora che parli a fa’?!?» (“Nonno multimediale”).

Ci sono due sassolini nelle scarpe che da social media manager, anche con una certa seniority, ritengo di dovermi togliere. Riguardano due mantra dei social media che violo, non per ignoranza ma per scelta. C’è sempre il sapientone che me lo fa notare ma non sempre mi va di spiegare. Lo faccio qui una volta per tutte.

No ai contenuti diversi per ogni social
La raccomandazione per cui bisognerebbe creare dei contenuti differenti per canali differenti era sensata…quando la portata organica dei post era alta e i social avevano una marcata differenza tra loro!
In molti casi ha senso, invece riproporre lo stesso contenuto ovunque. Perché alzo la probabilità di raggiungere un utente che, anche qualora mi seguisse su più piattaforme, potrebbe non vedere il mio contenuto più volte. Anzi spesso, senza una sponsorizzata, non lo vedrà mai data la bassa percentuale di distribuzione ai miei follower. L’altro perché è che oggi i social media non hanno più la distinzione netta di un tempo tra generalista / video / foto / testo da 140 caratteri: ormai si somigliano.

No ad accorciare gli indirizzi
I link alle pagine web a cui si vogliono portare i fruitori dei social sono antiestetici e si raccomanda di utilizzare servizi di URL shortening (Tiny URL, bitly, Google URL Shortener eccetera) per accorciarli.
Nella mia esperienza (e non solo), “bruttezza” a parte creano non pochi problemi e gli utenti non li percepiscono come sicuri (non sanno dove portano e non si fidano). Quindi cliccano meno. Allora non lo faccio.

Fiducia negli URL shortener

Ecco perché penso che la mia prassi sia più giustificata delle buone prassi di qualche solone del marketing con i paraocchi. 😉