Archivio della categoria intimistica

giovedì 21 luglio 2011

Weltanschauung

Io sono chi sono
tu sei mia
egli è con me o contro di me
noi siamo come roccia
voi siete la meraviglia del mondo
essi sono niente e saranno spazzati via

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venerdì 17 giugno 2011

Pippa, l’Italia sul The Economist, il Silicon Roundabout e “Star wars”

Forse ricorderete che l’anno scorso, durante il mio viaggio negli Stati Uniti, il tormentone di chi mi parlava facendo il simpaticone era darmi dell’American boy riferendosi alla canzone. Nel Regno Unito il tormentone è Pippa. «L’hai vista a Pippa?»; «Ma che dice Pippa?», «Salutami Pippa!». E in effetti Pippa Middleton, la sorella della moglie del figlio del principe Carlo, è una superstar. Gli inglesi tentano di mantenere un minimo di aplomb ma hanno chiarissima la potenza comunicativa di Pippa e a Westminster ieri ho visto una delle foto più mitiche del royal wedding in cui Pippa si vede benissimo nella mostra ufficiale. La notiziona è che adesso sarebbe single e l’hanno vista a prendere il tè con il principe Harry… Non dimenticatevi di fare Mi piace nella pagina facebook della Pippa Middleton Ass Appreciation Society. Se lo merita!

Pippa

L’altro giorno ho comprato, seguendo l’indicazione di Nicola Pizzolato che vive qui da alcuni anni, The Economist in cui c’è uno speciale di 14 pagine sull’Italia di Berlusconi che è in copertina con un eloquente «The man who screwed an entire country» («L’uomo che ha fregato un intero paese»). L’articolo è lucido in molti passaggi e, al contrario di alcune cose che ho letto in Italia, cita alcuni aspetti molto controversi di Berlusconi come il Rubygate e i processi legati al suo impero finanziario ma poi si concentra su una débâcle politica forte: non ha risolto il problema della debolezza dell’economia italiana e della crescita bassissima. Beh, forse si dovrebbe aggiungere che il centrosinistra non è la soluzione e la responsabilità non è tutta sua ma ciò non cambia il risultato e, come italiano nel Regno Unito che legge dell’Italia vista dal Regno Unito, fa male. I pezzi sono a volte dei polpettoni di luoghi comuni e banalità/ovvietà sociologiche (per noi) però mi ha fatto riflettere un passaggio (che ci prende per il culo) in cui si scrive che nei posti di potere ci sono i vecchi. Nella politica, nella finanza…è persino in Cosa nostra (e si cita Provenzano)! Ok, è inesatto, però è vero che Provenzano comandava a 73 anni quando è stato arrestato. Chi ha meno di 50 anni dovrebbe darsi una bella mossa.

The Economist

Martedì ho fatto un salto nella Londra tecnologica, esattamente nel cosiddetto Silicon Roundabout (la zona dove si concentrano le società è le startup del web e dell’ICT che richiama nel nome la Silicon Valley californiana) ospite di Mike Butcher, il direttore di TechCrunch Europe (la versione europea di TechCrunch, uno dei blog più famosi sull’ICT), in un posto che si chiama techhub. Si tratta di uno spazio fisico di incontro per soggetti che lavorano nel mio settore, incrocio tra coworking e centro di formazione. Era in corso un bell’incontro con demo di idee varie per startup ecc. e poi c’è stato un aperitivo. Ho conosciuto tanta gente interessante che parla meno di quanto fa (in Italia purtroppo è il contrario). In autunno proveremo a proporre qualche incontro anche a Palermo.

Techhub

Ieri ho visto da turista wannabegiapponese il cambio della guardia a Buckingham Palace e ho strabuzzato gli occhi quando la banda che accompagna le guardie ha iniziato a suonare dopo le marcette militari qualcosa di inaspettato: il tema di Star Wars (Guerre stellari)! Dopo essermi documentato adesso so che non è infrequente che suonino pezzi tratti da film, musical o addirittura pop. Che moderna ‘sta Regina! :D

La banda al cambio della guardia a Buckingham Palace

Forse c’è ancora qualcosa che avrei da raccontare e da farvi vedere. Intanto si torna a Palermo.

Le foto sono qui.

(crosspostato su Rosalio)

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martedì 14 giugno 2011

Destra/sinistra, l’italianità all’estero e gli eventi del weekend londinese

È ovviamente impossibile non notare che in Gran Bretagna il posto guida è a destra e la circolazione è a sinistra. Se vi state chiedendo perché, come ho già fatto io, ha a che fare con l’essere tradizionali: i romani, che arrivarono fin qui, circolavano a sinistra e in passato si circolava a sinistra per tenere libera la destra per la spada e per frustare i cavalli; nel ’700 Napoleone impose la circolazione a destra e molti si uniformarono. Gli inglesi no. Quasi tutti lo sappiamo ma la prima volta che ci si trova in uno dei paesi del mondo con questo schema è facile essere disorientati. Strade a parte non avevo pensato al fatto che i flussi pedonali seguono la regola della circolazione a sinistra. Quindi nella metropolitana, ad esempio, si sta a sinistra nei percorsi da/per i binari e per uscire. Almeno questa è la regola…perché a complicare la vita ci sono le eccezioni! Le scale (mobili o no) fanno spesso eccezione e riportano la scritta «Stand on the right». Altrove si può leggere «Keep left». Insomma decidetevi! :D

«Stand on the right”

«Keep left”

Spesso non ci rendiamo conto di quanto l’italianità sia percepita positivamente all’estero, soprattutto quando si parla di moda, cibo, Ferrari e mobili. Su questi aspetti bisognerebbe spingere ancora e ancora. Qui è pieno di ristoranti italiani (con menu discutibili…ho visto delle farfallette al salmone con dentro…i broccoli!) e di punti Caffè Nero (catena fondata da un inglese) che offrono l’esperienza del caffè ispirandosi all’Italia. Tornando alle Ferrari…guardate come hanno conciato questa Smart a Notting Hill. :D

Smart o Ferrari?

Durante il weekend ne sono accadute di cose qui. Ve ne racconto tre.
SlutWalk
Sarebbe più o meno la parata delle “sgualdrine”. La parola si usa per indicare donne promiscue e che si vestono in maniera provocante. La manifestazione di sabato scorso serve a condannare la violenza sessuale opponendosi nettamente alla triste “giustificazione” che vedrebbe autorizzato un uomo a lasciarsi andare al solo vedere qualche centimetro quadrato di donna in vista in più rispetto al solito. Interessante lo striscione «Siamo tutte cameriere» con evidente riferimento a Strauss-Kahn.
Galleria fotografica.
London Circle Walk
Alcuni buontemponi hanno tracciato un cerchio immaginario sulla mappa di Londra e lo hanno percorso a piedi ieri. Tempo preventivato sei ore. Penso che siano ancora in strada…
Trooping the Colour
In occasione del compleanno della regina Elisabetta migliaia di guardie e cavalli danno vita a tre parate. Sabato c’erano anche William e Kate. La duchessa di Cambridge si è poi recata al matrimonio degli amici Sam Waley Cohen e Bella Ballin (pare che le abbiano dato una mano a far pace con Guglielmo suo nel 2007) insieme alla mitica sorella Pippa di cui tutti mi chiedono.

Ma di Pippa parliamo la prossima volta.

Le foto sono qui.

(crosspostato su Rosalio)

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domenica 12 giugno 2011

Musei gratis, Barbie e Greenpeace e supermercati a Londra

Ho due informazioni essenziali per il turista italiano a Londra per fare sightseeing, una cattiva e una buona (con le dovute eccezioni): quella cattiva è che per visitare le chiese si paga; quella buona è che per visitare i musei NON si paga. Ciò comporta il fatto che i due musei più visitati, meraviglie come il The British Museum (dove per intenderci ci sono la Stele di Rosetta e altri importantissimi reperti egizi, i fregi del Partenone e i resti del Mausoleo di Alicarnasso) o la Tate Modern (con opere di Picasso, Dalí, Boccioni ecc.) li abbia visti senza pagare. Per la Tate va ricordato che ha aperto nel 2000 negli spazi di una ex centrale termoelettrica. Quanti spazi industriali vengono recuperati e valorizzati in Italia?

Tate Modern

Piccola curiosità dal British Museum: vi piacciono queste robe di legno?

Bare al The British Museum

Colorate, no? Sono bare. :|

La comunicazione contemporanea fa ampio uso di guerrilla marketing e Londra c’è. Forse avrete sentito parlare della campagna di Greenpeace contro la Mattel che contribuirebbe alla deforestazione dell’Indonesia acquistando carta dalla APP. Il soggetto vede Ken che non vorrebbe più uscire con Barbie perché coinvolta nella deforestazione. Oltre al video virale ho avvistato una Barbie con tanto di sega elettrica finta attaccata alla cancellata di King’s Cross, una delle principali stazioni londinesi.

Barbie deforestatrice by Greenpeace

Ho fatto la spesa tardi perché i supermercati più grandi come Sainsbury e Tesco chiudono a mezzanotte. A New York ce n’erano alcuni che non chiudevano mai. Da noi non c’è nulla del genere o sbaglio? Se non sbaglio perché non c’è? È comodissimo!

La prossima volta parliamo anche della “guerra” tra lo stare a destra e lo stare a sinistra.

Le foto sono qui.

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giovedì 9 giugno 2011

A Londra

A poco più di un anno dalla parentesi americana ho preso nuovamente un break da Palermo e sono da lunedì a Londra.

Tony Siino a Piccadilly Circus
(io a Piccadilly Circus)

Ho volato per la prima volta con Ryanair su Stansted ed è andata bene. Volo puntuale, collegamento (costosino, 20 £) in 46 minuti con Liverpool Street station e, soprattutto, è stato sfatato il mito (divulgato con parabole mitologiche che ciascuno di voi avrà udito) del palermitano “outlaw” che litiga con le hostess per il bagaglio che eccede i 15 chili consentiti, che scatta come Usain Bolt e sgomita per prendere i posti (non assegnati come con la compagnia di bandiera), che aggira la fila; le uniche bravate superstiti (per la mia osservazione e comunque subito soffocate) hanno riguardato il numero di bagagli a mano su cui c’è massima fiscalità. Insomma i palermitani che vanno a Londra sembrano tutto sommato disciplinati. :)

Fila sul volo per Londra
(fila sul volo per Londra)

Il primo impatto con la città è con il colore rosso che è un po’ ovunque, dalle cabine, alle guardie, ai double decker, ai furgoncini della Royal Mail. Non abbino nessuna città a un colore così come Londra al rosso. L’utilizzo della sede stradale mi ha un po’ disorientato (e mi vergogno quasi a dirlo provenendo dalla capitale del traffico). Il traffico è veloce e contempla fondamentalmente i seguenti tipi:

  • automobilista omicida;
  • taxista con black cab omicida;
  • conduttore di autobus omicida;
  • ciclista omicida;
  • conduttore di mezzo dotato di sirena omicida plurimo o perlomeno più omicida dei suddetti.

Attraversare sembra parecchio pericoloso insomma e non basta guardare a terra le indicazioni che si trovano presso ogni passaggio pedonale che indicano dove guardare per sentirsi al sicuro. Ma proverò a migliorare.

Lo spirito olimpico è nell’aria e ho visto negozi di gadget, i cinque anelli, il countdown a Trafalgar Square (quello che si era impallato a marzo), cantieri sparsi e parecchi articoli di giornale. London 2012 è tra un anno. Saranno pronti per tempo.

King's Cross
(King’s Cross)

Trafalgar Square
(Trafalgar Square)

Abituato a una città con un sindaco che è come se non ci fosse mi ha colpito il fatto che nella comunicazione istituzionale di ciò che riguarda la città non è infrequente trovare al posto di City of London la scritta «Mayor of London»: sindaco di Londra. Il capo dell’amministrazione qui c’è e si vede. Anche dalle piccole cose.

Mayor of london
(particolare di un manifesto)

La prossima volta parliamo anche di musei.

Le foto sono qui.

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lunedì 3 gennaio 2011

100 cose da tenere d’occhio nel 2011

JWT Intelligence ha pubblicato le sue 100 cose da tenere d’occhio nel 2011. L’anno scorso ne hanno beccate un po’. L’ordine è alfabetico (ma ho tradotto).

  • Stampa 3D
  • La classe media africana
  • Applicazioni oltre i telefonini
  • Art.sy
  • Applicazioni per le automobili
  • Check-in automatici
  • Bambù
  • Ramificazioni delle banche
  • Banner che fanno di più
  • Sommelier per la birra
  • Biomimetica
  • Bjarke Ingels
  • Brasile come e-leader
  • Libro spezzato
  • Brigadeiro
  • «Comprane uno e regalane uno»
  • Pubblicità nei CAPTCHA
  • E-book per bambini
  • Chiarezza sull’essere “verdi”
  • Cotone più caro
  • Richiamo turistico culinario
  • Declino del registratore di cassa
  • Consapevolezza sulla deforestazione
  • Detroit
  • Stacco dal digitale
  • Galateo digitale
  • Mappe d’interni digitali
  • Interferenze digitali
  • East London Tech City
  • Condivisione degli e-book
  • Profilazione elettronica
  • Giornalismo imprenditoriale
  • Alternative a facebook
  • Moda più veloce
  • f-commerce
  • Dottorato di ricerca in cibo
  • Hotel per i gay
  • Nuova attenzione sulle malattie globali
  • Auto di lusso ecologiche
  • Prezzi manipolati dai gruppi d’acquisto
  • Mele cimelio
  • Monitor per l’energia domestica
  • Ignoranza beata
  • Faccia a faccia
  • Jennifer Lawrence
  • Turismo a Londra
  • Contenuti lunghi
  • Matcha
  • Telemedicina cellulare (mHealth)
  • Michael Jackson
  • Micro-business
  • Blogging dal cellulare
  • Meme sul cellulare
  • Economia dello smalto per le unghie
  • Nanoproduttori
  • Comunicazione di prossimità
  • Nuova industria della mobilità
  • Nuova cucina nordica
  • Documentaristi di nuova generazione
  • Neymar
  • NKOTBSB
  • Oggettificazione degli oggetti
  • Tracciamento di percorsi
  • Forza lavoro più anziana
  • OWN
  • Pedro Lourenço
  • Grafi dei gusti personali
  • Piers Morgan
  • Pogo
  • Car sharing peer to peer
  • Rooney Mara
  • Rum
  • Rye Rye
  • Ryo Ishikawa
  • Scansione di tutto
  • Device auto-alimentanti
  • Sale da pranzo smart
  • Investimenti su infrastrutture smart
  • Decollo delle fotocamere sugli smartphone
  • Fumo all’angolo
  • Social browser che diventano mainstream
  • Sorveglianza dei social network
  • Oggetti social
  • Viaggi spaziali privati
  • Prodotti con una storia
  • Standard più restrittivi per gli edifici “verdi”
  • Tablet per bambini
  • Tap-to-pay
  • Liaison tecnologiche
  • Salti indietro nel tempo con la tecnologia
  • Tatuaggi temporanei
  • Tintin, il film
  • Produttori transmediali
  • Carta igienica senza tubo centrale
  • Ucraina
  • Parchi urbani industriali
  • Videochiamate
  • Specchi virtuali
  • Applicazioni attivate vocalmente
  • YouTube come broadcaster
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lunedì 29 novembre 2010

Pringles Multigrain

Ho provato le Pringles Multigrain l’altra sera durante una festicciola tra amici. A differenza delle Pringles classiche le Multigrain sono a base di cereali, meno grasse e più ricche di fibra. I gusti sono tre: classic, sour cream & onion e paprika. È stata una bella serata. :)

Pringles Multigrain
(foto di Pietro Rossi)

DISCLAIMER: grazie a Pringles e a Donato di Digital PR per avermi inviato una confezione “test”.

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venerdì 25 giugno 2010

Yoga a Times Square e al Central Park, FML, porte, ascensori e “really”

Come già annunciato sono stato non a uno ma a due eventi dedicati allo yoga qui a New York. Il primo era Solstice in Times Square. Concentrandosi si riusciva a fare yoga tranquillamente, però devo ammettere che aprire gli occhi e vedere i cartelloni di Times Square faceva un effetto molto strano. È un’idea felice, anche se i puristi storceranno il naso per la conduzione della classe un po’ da party con vari «say yeah».

“Solstice in Times Square”
(foto scattata da asterix 611)

Il giorno dopo invece è toccato a Yoga at the Great Lawn, altro evento con diecimila (!) persone che hanno partecipato a un’unica classe sul pratone al Central Park.

Purtroppo la pioggia ha rovinato tutto e ci siamo bagnati di brutto… L’organizzazione lasciava a desiderare e molti hanno fatto un namastie‘ alla fine. :D

Tra le varie battaglie civiche dei newyorchesi ce n’è una veramente assurda: si sono scagliati contro la combinazione di lettere FML sui cartelli della metropolitana. In sostanza esistono le linee F, M ed L ma FML in sequenza può essere l’acronimo di “Fuck My Life” che non è esattamente una bella frase. Nei giorni scorsi il portavoce della Metropolitan Transportation Authority, che gestisce i trasporti urbani, ha dichiarato che cambieranno l’ordine delle lettere. Quando i servizi funzionano ci si può dedicare a queste cose da maluchiffari

FML - LFM
(foto tratte da 2nd Ave. Sagas)

Per quanto riguarda le piccole cose ci sono ancora due differenze fondamentali che ho notato. Le porte dei negozi e i portoni dei palazzi si tirano per entrare e si spingono per uscire. Non vanno quasi mai in due direzioni né si spinge per entrare (come spesso avviene in Italia). La craniata è assicurata. In ascensore invece non ci si dispone praticamente quasi mai in cerchio con le spalle alle pareti ma si danno spesso le spalle agli altri, allineati verso l’uscita. Nelle conversazioni tendono a ripetere all’inverosimile e con un tono fastidiosissimo «really?». E sì, really! Altrimenti che te lo dicevo a fare? :D

Ah, manca una settimana e mi riavrete tra i piedi…e pure molto agguerrito! :D

(crosspostato su Rosalio)

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martedì 22 giugno 2010

Voglia di mare, Rudy Giuliani, Pulitzer e J.Lo e yoga a Times Square

Sono da un mese negli Stati Uniti e la voglia di mare comincia a farsi sentire. So che mi manderete a quel paese ma mi avevano già detto questa cosa: quando l’orizzonte è costituito per un lungo periodo da palazzi, vetro e cemento un palermitano comincia a diventare malinconico e a cercare le colline dietro e il mare davanti. Per fortuna c’è il Central Park che permette di riprendere fiato.

Central Park

I newyorchesi hanno avuto due fortune con i sindaci: non hanno avuto un Ciancimino che ha avallato la cementificazione selvaggia, con l’aggravante della distruzione delle ville Liberty, e senza pianificazione di parcheggi e verde e hanno avuto Rudy Giuliani che con la sua Zero tolerance dal 1994 al 2001 ha bonificato New York e l’ha resa sicura. Sono tornato a casa di notte in metropolitana e devo riconoscere che le città italiane sono meno sicure.

Nella città del melting pot può davvero capitare di tutto: ho beccato un apparente peruviano sulla 43esima che suonava con il tipico flauto…Con il nastro rosa di Lucio Battisti! :O

Ricordate il portiere calvo e truce che mi aveva bloccato all’ingresso del palazzo? Ieri mi ha chiamato amichevole per…prendermi per il culo per la figuraccia dell’Italia con la Nuova Zelanda!…

Piccole curiosità: nella via dove abito, la 73esima Est, ha abitato Joseph Pulitzer, il giornalista ed editore che dà il nome al più importante premio giornalistico; la linea 6 della metropolitana, che prendo spesso, era utilizzata da Jennifer Lopez quando era ancora Jenny from the block (il Bronx) per andare a studiare danza e il suo disco di debutto si chiama, appunto, On the 6.

Jennifer Lopez - “On the 6”

Qui a New York mi sono iscritto a yoga da yogaworks (ve la consiglio, ne vale davvero la pena) e oggi ci sarà un evento pazzesco legato al Solstizio d’estate: Solstice in Times Square. Praticamente si potrà fare yoga con il materassino srotolato nel bel mezzo del posto più commerciale e frenetico del mondo (le foto dello scorso anno)! Questa sarà da raccontare.

Alla prossima!

Le foto sono qui

(crosspostato su Rosalio)

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sabato 12 giugno 2010

Concrete jungle where dreams are made of

Sulla 6 verso downtown mi chiedo
che cosa voglia questa città da me
e che cosa si prenderà.
Bruxelles si è presa la mia spensieratezza da teen-age e mi ha dato Rosalio.
New York è ancora un’incognita, così come il futuro.
Sillogisticamente: NY è il futuro.

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venerdì 11 giugno 2010

“American boy”, i “detective”, i neet, le scarpe e i Lady Antebellum

Come si esordisce per fare i simpatici quando si parla con uno che è andato in America? Chiamandolo American boy, come la canzone! Eppure quando lo fanno in dieci, venti, trenta, cento un po’ ti rompe le palle. Come potrei punire il prossimo che lo farà? Accettansi consigli sadici…

A Palermo nessuno si fa quelli propri, è notorio, ma francamente rimango perplesso nell’apprendere che tanti tra quelli che conosco si improvvisano detective e chiedono cose tipo: «Ma Tony Siino si è trasferito?»; «Ma Tony Siino è stato assunto da facebook?», «Ma Tony Siino che cosa fa a New York?», «Tutto ‘sto tempo? Sicuro c’ha una, vero?». No, non ve lo dico che cosa faccio qui. Almeno per ora. ;) Provate a indovinare…

Ho sentito una parola che mi è piaciuta: neet. È un acronimo per Not in Employment, Education or Training (non lavora, non studia, non si aggiorna). Pare che definisca una nuova popolazione di nullafacenti. Purtroppo qui si usa spesso per certi italiani. Quanti neet conoscete?

Le newyorchesi sono carine ma…che scarpe hanno?!?! Vanno di moda prevalentemente certi calzari da antico romano o le infradito per cui da tempo combatto una campagna per il bando (non parliamo delle infradito per u-omo poi!). Varianti: ballerine e stivali da pompiere. Rare le ragazze con scarpe degne di tale nome (tipo quelle che mettono le italiane in patria). Se le hanno in genere sono bellissime ed eleganti.

Qui a New York alla radio passano sempre Need you now dei Lady Antebellum. Anche lì?

Alla prossima!

(crosspostato su Rosalio)

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mercoledì 9 giugno 2010

La festa a Brooklyn, semafori pedonali e mance

Sabato sono andato con Carmine, un ragazzo italiano che è qui, e Olivia, la sua ragazza, a una festa assurda dalle parti di Bushwich (Brooklyn). Sul divieto di alcol ai minori di 21 anni sono rigidissimi, sulle norme di sicurezza (uscite, solidità delle scale antincendio) e igieniche (bar) un po’ meno… La festa era in capannone industriale in una zona da paura. A Williamsburg e dintorni una serie di spazi un tempo industriali sono sempre più fucine creative con designer, artisti, creativi. Il capannone della festa di cui vi parlo è sede di 3RDWARD, un centro di design per creativi appunto. Era anche una festa di beneficenza. Hanno ideato dei rifugi di fortuna per Haiti in acciaio, i Domes for Haiti. Durante la festa hanno raccolto 23 mila dollari per Haiti. Bravi.

Festa da 3RDWARD

Ma parliamo di semafori pedonali a New York. A Palermo si passa anche col rosso ma a New York…pure! La gente ha fretta e non è tassativo non attraversare quando è rosso. I guidatori (le auto sono di meno in proporzione, la subway funziona benissimo) sono mentalmente pronti a trovarsi un pedone sull’attraversamento e guardano comunque. Ok, una differenza c’è: non si discute se un auto trova un pedone dove non dovrebbe essere o viceversa. Si perderebbe troppo tempo.

Una cosa che fa impazzire gli italiani è la storia delle tip, le mance. Sono praticamente obbligatorie. In genere vanno dal 15% al 20% del conto e gli italiani sono noti per non lasciarne…infatti spesso nei locali frequentati dai turisti viene aggiunta a matita. I camerieri sono pagati poco (o nulla) e le mance sono fondamentali in questa economia. Inoltre i prezzi a volte non riportano le tasse. Ce n’è abbastanza per fare impazzire un connazionale.

Alla prossima.

Le foto sono qui.

AGGIORNAMENTO: le foto di 3RDWARD.

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