Archivio della categoria politicate
L’Italia (di Prodi) s’incaglia al Senato :)
Se vi siete persi la giornata politica di oggi e vi hanno fatto il riassuntino veloce dicendo che il Governo è caduto per qualcosa che riguarda l’Estero sappiate che no, non è stato il terribile logo turistico dell’Italia (presentato stamattina) quello che ha fatto dimettere Prodi. È stato un clamoroso scivolone al Senato sulla politica estera. :)
Pistole e machete alla Festa dell’Unità?!
Rimango perplesso leggendo su Repubblica Palermo di ieri Pistole e machete alla Festa dell’Unità di Vassily Sortino. Non ho parole, senza se e senza ma! L’articolo è online su Rosalio.
Seconda generazione e terrorismo
Tra gli arrestati per gli attentati sventati ieri a Londra ci sono due “pachistani” inglesi!
Consigliata la lettura de I robot della morte di Magdi Allam.
Netstrike contro il regime iraniano
È ancora possibile partecipare al netstrike (operazione di intasamento di un server attuato da un gruppo numeroso di utenti che si collega in contemporanea al sito o ai siti web ospitati dal server stesso) contro il sito del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad (in questo momento il sito è irraggiungibile).
Si chiede il rilascio dei manifestanti di piazza Haft-e Tir a Teheran arrestati il 12 giugno mentre chiedevano più diritti per le donne iraniane e altre riforme.
Per partecipare si clicca qui.

Contro lo scontro delle civiltà
«Lo scontro di cui siamo testimoni in tutto il mondo non è uno scontro delle religioni o uno scontro delle civiltà. È uno scontro tra due opposti, tra due ere. È uno scontro tra una mentalità che appartiene al medioevo e un’altra mentalità che appartiene al ventunesimo secolo. È uno scontro tra civiltà e arretratezza, tra il civilizzato e il primitivo, tra barbarie e razionalità. È uno scontro tra libertà e oppressione, tra democrazia e dittatura. È uno scontro tra diritti umani da una parte e la violazione di questi diritti dall’altra. È uno scontro tra coloro i quali trattano le donne come bestie e coloro i quali le trattano come esseri umani. Ciò a cui assistiamo oggi non è uno scontro delle civiltà. Le civiltà non si scontrano ma competono»
(Wafa Sultan, psichiatra arabo americano).
Se vince Prodi…
Sono ore di incertezza. Però stiamo pensando al futuro:
se vince Prodi scappo all’estero!
:D
AGGIORNAMENTO: intanto giochiamo a Per un pelo…
La comunicazione, Berlusconi e Prodi 2
Qualche osservazione sulla comunicazione durante il secondo confronto tra Prodi e Berlusconi.
Berlusconi prevale ancora una volta per la parte verbale (linguaggio). Molto chiara la frase sul figlio del professionista = figlio dell’operaio come conseguenza della politica fiscale dell’avversario abbinata a richiami opportuni della parola «redistribuzione», al calcare sulla mancata credibilità di Prodi e a passaggi come «Cinque deputati contro 150 dell’estrema sinistra». Qualche frase ad effetto anche questa volta, come «parole di miele», «catto-comunista dossettiano», «astruserie», «parole, parole, parole», «faccia di curato bonario» e, soprattutto, «utile idiota» nel suo senso pregnante leninista e «sì, avete sentito bene» in chiusura. Apprezzabile anche il grottesco quadro degli alleati dell’Unione con la staffilata a D’Alema «vestito da marinaretto». :) Prodi va bene all’inizio nella citazione del Vangelo di Marco, poi ripete ancora per quattro volte la sua parola chiave “serio/seria” e scivola decisamente quando dice che Berlusconi «si attacca ai numeri come gli ubriachi si attaccano ai lampioni» (l’aforisma citato è di Andrew Lang). Negli appelli finali Prodi va benino, Berlusconi benissimo (comunicazione efficace sintetizzata nelle tre ragioni per votarlo, nel riferimento alla «forza di un sogno» e nella promessa dell’abolizione dell’ICI che gli assicura la scena per i giorni a venire) e dimostra di sapere realizzare uno spot di due minuti e mezzo in presa diretta. Insuperabile.
Riguardo al paraverbale scivoloni da ambo le parti. Prodi esita spesso, è lento e quando viene punzecchiato reagisce pesantemente alterando il tono e arrivando a dire un «oh!» e un «maestà della legge» a volume eccessivo. Anche Berlusconi si altera troppo e risulta fastidiosamente perentorio in alcuni passaggi; all’inizio del suo intervento la voce trema palesemente rivelando tensione.
Non verbale: poco da dire sugli abiti; le posizioni sono invertite rispetto al 14 marzo. All’inizio Prodi mostra una postura più rilassata di Berlusconi ma spesso incrocia le braccia, noto segno di chiusura. Berlusconi stavolta non scarabocchia ma stringe il tavolo con la mano sinistra (e all’inizio anche la penna con la destra). Sembra che scarichi la tensione sugli oggetti. Qualche colpo di tosse e qualche “raschiamento” indicano la stessa cosa ma sembra meno teso della volta scorsa. Si mostra congruente quando il busto va indietro (microsegnale di rifiuto) mentre parla della sinistra che non esita a «diffamare l’Italia per una bieca convenienza di parte». Ancora una volta Berlusconi si mostra visivo, alzando le mani quando parla di calcoli relativi alla famiglia e del sogno di libertà nell’appello finale. Nell’appello finale Berlusconi mostra congruenza, soprattutto in chiusura con l’indice puntato mentre chiede di «andare avanti».
Per me è ancora un pari perché Berlusconi avrebbe potuto fare meglio, anche se un appello finale così è notevole. Che Prodi sia scarso come comunicatore non è una novità.
Medaglia d’oro a Quattrocchi
Fabrizio Quattrocchi ha ricevuto la medaglia d’oro al valor civile.
Scegli per chi votare
Anche gli ultimi sondaggi riportano una percentuale di indecisi molto alta. Online ci sono due test che mi sembrano interessanti anche per informarsi sui programmi dei partiti. A me hanno dato anche risultati affidabili (entrambi An).
Il primo che ho fatto è VOI SIETE QUI (a seguire l’immagine della mia posizione rispetto ai partiti).

L’altro test è dimmichiseitidiròchivotare.







