venerdì 27 gennaio 2012

Facebook e l’impatto sull’economia europea

C’è uno studio molto interessante della Deloitte sull’impatto di facebook sull’economia europea e sul lavoro. Per una volta l’Italia è all’avanguardia.

(Grazie a Cris Nulli per la segnalazione)

Facebook e l'impatto sull'economia europea

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giovedì 26 gennaio 2012

“Ai se eu te pego”, le istruzioni

“Ai se eu te pego” le istruzioni

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lunedì 29 agosto 2011

Nella Rete italiana i vecchi noti sono i nuovi noti

Nella Rete italiana faticano ad emergere voci nuove dal basso. In un contesto in cui la mobilità sociale è bassa anche la mobilità “comunicativa” (intesa come nuove chance di accesso al mainstream o a canali comunicativi con audience ampia da parte di soggetti che non ne avevano) di fatto lo è e si tende a premiare soggetti già noti.

Nella blogosfera avevamo già avuto esperienza del fenomeno con Beppe Grillo e vari giornalisti (Sofri, Gilioli, Facci…) con rare eccezioni come Luca Conti e Alessandro Bonino.

I social network stanno riproducendo le dinamiche per cui, in una curiosa trasposizione della legge di potenza per cui sulle reti «rich get richer» (ma qui mutuata da canali decisamente top down come il cartaceo, la tv e la radio), i vecchi noti sono i nuovi noti. Su twitter e friendfeed politici, cantanti e artisti e su facebook idem, con Vasco Rossi (dalla cui recente attività compulsiva nasce la riflessione) che ha milioni di Mi piace e gode di una quasi giornaliera amplificazione su la Repubblica.it.

Succede anche all’estero ma non nella misura in cui si nota in Italia. Da uno storico forte gatekeeping si è passati quindi in buona parte a un pubblico di follower e fan con pochi sporadici produttori di contenuto che assurgono agli onori della notorietà.

Triste, no?

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giovedì 21 luglio 2011

Weltanschauung

Io sono chi sono
tu sei mia
egli è con me o contro di me
noi siamo come roccia
voi siete la meraviglia del mondo
essi sono niente e saranno spazzati via

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giovedì 30 giugno 2011

La sacrosanta crociata contro le ballerine!

La sacrosanta crociata contro le ballerine!

Ci sono momenti nella storia in cui bisogna ribellarsi alla barbarie che avanza e prendere in mano le sorti della propria civiltà. Ebbene noi ci troviamo in tale frangente, in cui una moda nefasta che non accenna a scemare sta contaminando le nostre donne e il paesaggio. Sto parlando delle ballerine! :D

Ballerine

Cara fanciulla che decidi di ornare il tuo piede con codesta calzatura, perché lo fai? Forse che tu non sai che le ballerine, così comode e versatili, portano con sé almeno due inconvenienti?

  • Se non sei Pippa ti fanno il culo basso (vuoi mettere le decolleté che tendono i muscoli con ripercussioni benefiche sui tuoi rotondi glutei?);
  • se non sei Audrey Hepburn ti fanno sembrare elegante come una papera disorientata.

Ballerine (prima) Ballerine (dopo)
(la stessa ragazza prima con le ballerine, poi con i tacchi…)

Audrey Hepburn
(se non sei lei lascia perdere!)

Perché lo fai disperata ragazza mia?

Aiutatemi a diffondere questa crociata: è importante! :)

C’è anche la pagina facebook. :D

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venerdì 17 giugno 2011

Pippa, l’Italia sul The Economist, il Silicon Roundabout e “Star wars”

Forse ricorderete che l’anno scorso, durante il mio viaggio negli Stati Uniti, il tormentone di chi mi parlava facendo il simpaticone era darmi dell’American boy riferendosi alla canzone. Nel Regno Unito il tormentone è Pippa. «L’hai vista a Pippa?»; «Ma che dice Pippa?», «Salutami Pippa!». E in effetti Pippa Middleton, la sorella della moglie del figlio del principe Carlo, è una superstar. Gli inglesi tentano di mantenere un minimo di aplomb ma hanno chiarissima la potenza comunicativa di Pippa e a Westminster ieri ho visto una delle foto più mitiche del royal wedding in cui Pippa si vede benissimo nella mostra ufficiale. La notiziona è che adesso sarebbe single e l’hanno vista a prendere il tè con il principe Harry… Non dimenticatevi di fare Mi piace nella pagina facebook della Pippa Middleton Ass Appreciation Society. Se lo merita!

Pippa

L’altro giorno ho comprato, seguendo l’indicazione di Nicola Pizzolato che vive qui da alcuni anni, The Economist in cui c’è uno speciale di 14 pagine sull’Italia di Berlusconi che è in copertina con un eloquente «The man who screwed an entire country» («L’uomo che ha fregato un intero paese»). L’articolo è lucido in molti passaggi e, al contrario di alcune cose che ho letto in Italia, cita alcuni aspetti molto controversi di Berlusconi come il Rubygate e i processi legati al suo impero finanziario ma poi si concentra su una débâcle politica forte: non ha risolto il problema della debolezza dell’economia italiana e della crescita bassissima. Beh, forse si dovrebbe aggiungere che il centrosinistra non è la soluzione e la responsabilità non è tutta sua ma ciò non cambia il risultato e, come italiano nel Regno Unito che legge dell’Italia vista dal Regno Unito, fa male. I pezzi sono a volte dei polpettoni di luoghi comuni e banalità/ovvietà sociologiche (per noi) però mi ha fatto riflettere un passaggio (che ci prende per il culo) in cui si scrive che nei posti di potere ci sono i vecchi. Nella politica, nella finanza…è persino in Cosa nostra (e si cita Provenzano)! Ok, è inesatto, però è vero che Provenzano comandava a 73 anni quando è stato arrestato. Chi ha meno di 50 anni dovrebbe darsi una bella mossa.

The Economist

Martedì ho fatto un salto nella Londra tecnologica, esattamente nel cosiddetto Silicon Roundabout (la zona dove si concentrano le società è le startup del web e dell’ICT che richiama nel nome la Silicon Valley californiana) ospite di Mike Butcher, il direttore di TechCrunch Europe (la versione europea di TechCrunch, uno dei blog più famosi sull’ICT), in un posto che si chiama techhub. Si tratta di uno spazio fisico di incontro per soggetti che lavorano nel mio settore, incrocio tra coworking e centro di formazione. Era in corso un bell’incontro con demo di idee varie per startup ecc. e poi c’è stato un aperitivo. Ho conosciuto tanta gente interessante che parla meno di quanto fa (in Italia purtroppo è il contrario). In autunno proveremo a proporre qualche incontro anche a Palermo.

Techhub

Ieri ho visto da turista wannabegiapponese il cambio della guardia a Buckingham Palace e ho strabuzzato gli occhi quando la banda che accompagna le guardie ha iniziato a suonare dopo le marcette militari qualcosa di inaspettato: il tema di Star Wars (Guerre stellari)! Dopo essermi documentato adesso so che non è infrequente che suonino pezzi tratti da film, musical o addirittura pop. Che moderna ‘sta Regina! :D

La banda al cambio della guardia a Buckingham Palace

Forse c’è ancora qualcosa che avrei da raccontare e da farvi vedere. Intanto si torna a Palermo.

Le foto sono qui.

(crosspostato su Rosalio)

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martedì 14 giugno 2011

Destra/sinistra, l’italianità all’estero e gli eventi del weekend londinese

È ovviamente impossibile non notare che in Gran Bretagna il posto guida è a destra e la circolazione è a sinistra. Se vi state chiedendo perché, come ho già fatto io, ha a che fare con l’essere tradizionali: i romani, che arrivarono fin qui, circolavano a sinistra e in passato si circolava a sinistra per tenere libera la destra per la spada e per frustare i cavalli; nel ’700 Napoleone impose la circolazione a destra e molti si uniformarono. Gli inglesi no. Quasi tutti lo sappiamo ma la prima volta che ci si trova in uno dei paesi del mondo con questo schema è facile essere disorientati. Strade a parte non avevo pensato al fatto che i flussi pedonali seguono la regola della circolazione a sinistra. Quindi nella metropolitana, ad esempio, si sta a sinistra nei percorsi da/per i binari e per uscire. Almeno questa è la regola…perché a complicare la vita ci sono le eccezioni! Le scale (mobili o no) fanno spesso eccezione e riportano la scritta «Stand on the right». Altrove si può leggere «Keep left». Insomma decidetevi! :D

«Stand on the right”

«Keep left”

Spesso non ci rendiamo conto di quanto l’italianità sia percepita positivamente all’estero, soprattutto quando si parla di moda, cibo, Ferrari e mobili. Su questi aspetti bisognerebbe spingere ancora e ancora. Qui è pieno di ristoranti italiani (con menu discutibili…ho visto delle farfallette al salmone con dentro…i broccoli!) e di punti Caffè Nero (catena fondata da un inglese) che offrono l’esperienza del caffè ispirandosi all’Italia. Tornando alle Ferrari…guardate come hanno conciato questa Smart a Notting Hill. :D

Smart o Ferrari?

Durante il weekend ne sono accadute di cose qui. Ve ne racconto tre.
SlutWalk
Sarebbe più o meno la parata delle “sgualdrine”. La parola si usa per indicare donne promiscue e che si vestono in maniera provocante. La manifestazione di sabato scorso serve a condannare la violenza sessuale opponendosi nettamente alla triste “giustificazione” che vedrebbe autorizzato un uomo a lasciarsi andare al solo vedere qualche centimetro quadrato di donna in vista in più rispetto al solito. Interessante lo striscione «Siamo tutte cameriere» con evidente riferimento a Strauss-Kahn.
Galleria fotografica.
London Circle Walk
Alcuni buontemponi hanno tracciato un cerchio immaginario sulla mappa di Londra e lo hanno percorso a piedi ieri. Tempo preventivato sei ore. Penso che siano ancora in strada…
Trooping the Colour
In occasione del compleanno della regina Elisabetta migliaia di guardie e cavalli danno vita a tre parate. Sabato c’erano anche William e Kate. La duchessa di Cambridge si è poi recata al matrimonio degli amici Sam Waley Cohen e Bella Ballin (pare che le abbiano dato una mano a far pace con Guglielmo suo nel 2007) insieme alla mitica sorella Pippa di cui tutti mi chiedono.

Ma di Pippa parliamo la prossima volta.

Le foto sono qui.

(crosspostato su Rosalio)

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domenica 12 giugno 2011

Musei gratis, Barbie e Greenpeace e supermercati a Londra

Ho due informazioni essenziali per il turista italiano a Londra per fare sightseeing, una cattiva e una buona (con le dovute eccezioni): quella cattiva è che per visitare le chiese si paga; quella buona è che per visitare i musei NON si paga. Ciò comporta il fatto che i due musei più visitati, meraviglie come il The British Museum (dove per intenderci ci sono la Stele di Rosetta e altri importantissimi reperti egizi, i fregi del Partenone e i resti del Mausoleo di Alicarnasso) o la Tate Modern (con opere di Picasso, Dalí, Boccioni ecc.) li abbia visti senza pagare. Per la Tate va ricordato che ha aperto nel 2000 negli spazi di una ex centrale termoelettrica. Quanti spazi industriali vengono recuperati e valorizzati in Italia?

Tate Modern

Piccola curiosità dal British Museum: vi piacciono queste robe di legno?

Bare al The British Museum

Colorate, no? Sono bare. :|

La comunicazione contemporanea fa ampio uso di guerrilla marketing e Londra c’è. Forse avrete sentito parlare della campagna di Greenpeace contro la Mattel che contribuirebbe alla deforestazione dell’Indonesia acquistando carta dalla APP. Il soggetto vede Ken che non vorrebbe più uscire con Barbie perché coinvolta nella deforestazione. Oltre al video virale ho avvistato una Barbie con tanto di sega elettrica finta attaccata alla cancellata di King’s Cross, una delle principali stazioni londinesi.

Barbie deforestatrice by Greenpeace

Ho fatto la spesa tardi perché i supermercati più grandi come Sainsbury e Tesco chiudono a mezzanotte. A New York ce n’erano alcuni che non chiudevano mai. Da noi non c’è nulla del genere o sbaglio? Se non sbaglio perché non c’è? È comodissimo!

La prossima volta parliamo anche della “guerra” tra lo stare a destra e lo stare a sinistra.

Le foto sono qui.

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giovedì 9 giugno 2011

A Londra

A poco più di un anno dalla parentesi americana ho preso nuovamente un break da Palermo e sono da lunedì a Londra.

Tony Siino a Piccadilly Circus
(io a Piccadilly Circus)

Ho volato per la prima volta con Ryanair su Stansted ed è andata bene. Volo puntuale, collegamento (costosino, 20 £) in 46 minuti con Liverpool Street station e, soprattutto, è stato sfatato il mito (divulgato con parabole mitologiche che ciascuno di voi avrà udito) del palermitano “outlaw” che litiga con le hostess per il bagaglio che eccede i 15 chili consentiti, che scatta come Usain Bolt e sgomita per prendere i posti (non assegnati come con la compagnia di bandiera), che aggira la fila; le uniche bravate superstiti (per la mia osservazione e comunque subito soffocate) hanno riguardato il numero di bagagli a mano su cui c’è massima fiscalità. Insomma i palermitani che vanno a Londra sembrano tutto sommato disciplinati. :)

Fila sul volo per Londra
(fila sul volo per Londra)

Il primo impatto con la città è con il colore rosso che è un po’ ovunque, dalle cabine, alle guardie, ai double decker, ai furgoncini della Royal Mail. Non abbino nessuna città a un colore così come Londra al rosso. L’utilizzo della sede stradale mi ha un po’ disorientato (e mi vergogno quasi a dirlo provenendo dalla capitale del traffico). Il traffico è veloce e contempla fondamentalmente i seguenti tipi:

  • automobilista omicida;
  • taxista con black cab omicida;
  • conduttore di autobus omicida;
  • ciclista omicida;
  • conduttore di mezzo dotato di sirena omicida plurimo o perlomeno più omicida dei suddetti.

Attraversare sembra parecchio pericoloso insomma e non basta guardare a terra le indicazioni che si trovano presso ogni passaggio pedonale che indicano dove guardare per sentirsi al sicuro. Ma proverò a migliorare.

Lo spirito olimpico è nell’aria e ho visto negozi di gadget, i cinque anelli, il countdown a Trafalgar Square (quello che si era impallato a marzo), cantieri sparsi e parecchi articoli di giornale. London 2012 è tra un anno. Saranno pronti per tempo.

King's Cross
(King’s Cross)

Trafalgar Square
(Trafalgar Square)

Abituato a una città con un sindaco che è come se non ci fosse mi ha colpito il fatto che nella comunicazione istituzionale di ciò che riguarda la città non è infrequente trovare al posto di City of London la scritta «Mayor of London»: sindaco di Londra. Il capo dell’amministrazione qui c’è e si vede. Anche dalle piccole cose.

Mayor of london
(particolare di un manifesto)

La prossima volta parliamo anche di musei.

Le foto sono qui.

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mercoledì 18 maggio 2011

Gli eretici di oggi a Palermo e in Sicilia al “Tour dei Mille”

Lo scorso 3 maggio Working Capital, il progetto di Telecom Italia, ha toccato Palermo allo Steri, il palazzo che ha ospitato la Santa Inquisizione. Proprio in quel contesto ho parlato di eretici (con riferimento all’ICT) nella Sicilia di oggi. Questo è il video.

AGGIORNAMENTO: l’intervista con Nicola Mattina.

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lunedì 9 maggio 2011

Facebook invia

Giovedì scorso è stato pubblicato su nòva 24 (l’inserto tecnologico de Il Sole 24 ORE) un mio articolo sul pulsante Invia di facebook e su alcune ripercussioni che potrebbe avere sulla posta elettronica: Facebook invia.

Tony Siino - “Facebook invia”

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giovedì 31 marzo 2011

Convertire il profilo di facebook in una pagina

È adesso possibile convertire il proprio profilo di facebook in una pagina. La migrazione permette di mantenere l’immagine del profilo e gli amici ma non altri contenuti. Si può continuare ad accedere con l’indirizzo e-mail e la password del profilo.

Per i termini di servizio di facebook non è consentito per soggetti diversi dalle persone avere profili attivi e chi lo fa è a rischio di disattivazione. I nuovi profili e questo strumento di migrazione eliminano tutte le scuse per chi ha profili attivi per prodotti, servizi ecc.: migrate ora prima che sia troppo tardi!

facebook

(via Inside Facebook)

AGGIORNAMENTO del 2 aprile: lo strumento risulta attualmente non più attivo e la pagina reindirizza.

AGGIORNAMENTO del 6 aprile: chi ha fatto casini può tornare indietro

AGGIORNAMENTO dell’8 maggio: il tool è nuovamente disponibile.

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