mercoledì 10 novembre 2004

17 ragioni per non tagliarvi i polsi…di Michael Moore

Cari Amici,

Ok, è uno schifo. Veramente uno schifo. Ma prima di andare e incassare tutto, con le parole dei Monty Pithon, «guardare sempre al lato brillante della vita!».C’È qualche buona notizia che giunge dalle elezioni di martedì.

Ecco diciassette ragioni per non tagliarvi i polsi:

  1. È contraria alle legge una ricandidatura di Bush alle presidenziali.
  2. La vittoria di Bush è stata LA PIÙ RISICATA per un presidente in carica da quella di Woodrow Wilson nel 1916.
  3. L’unica fascia d’età all’interno della quale la maggioranza ha votato per Kerry è stata quella dei giovani adulti (Kerry: 54%, Bush: 44%), provando ancora una volta che i tuoi genitori sbagliano sempre e non dovresti stare ad ascoltarli.
  4. Nonostante la vittoria di Bush, la maggioranza degli Americani pensa ancora che la nazione sia condotta nella direzione sbagliata (56%), che non valeva la pena di combattere la guerra (51%) e non approva il lavoro che George W. Bush sta svolgendo. (Nota per gli stranieri: non cercate di capire tutto ciò. È una roba americana, come le Pop Tarts).
  5. I Repubblicani non avranno una maggioranza a prova di bomba al Senato. Se i Democratici fanno il loro lavoro, Bush non potrà riempire la Corte Suprema con le sue ideologie di destra. Ho detto «se i Democratici faranno il loro lavoro?». Um, forse questa è meglio cancellarla.
  6. Il Michigan ha votato per Kerry! Così come l’intero Nord-est, dove è nata la nostra democrazia. Così hanno fatto sei degli otto stati dei Grandi Laghi. E l’intera Costa occidentale! Più le Hawaii. Ok, è un punto di partenza. Abbiamo buona parte dell’acqua fresca, tutta Broadway e il Monte Sant’Helens. Possiamo disidratarli o seppellirli nella lava. E niente più musichette per gli spettacoli!
  7. Ancora una volta ci è stato ricordato che la castagna d’India [frutto tipico dell’Ohio; n.d.t.] è una noce e non soltanto una vecchia noce; è una noce velenosa. Una grande nazione è stata abbattuta da una noce velenosa. Possa lo stato dell’Ohio pagarlo a caro prezzo quando sabato affronterà il Michigan.
  8. L’88% del voto di Bush è giunto dagli elettori bianchi. Entro 50 anni l’America non avrà più una maggioranza bianca. Hey, 50 anni non sono poi così tanti! Se avete dieci anni e state leggendo, i vostri anni d’oro saranno veramente d’oro e sarete ben accuditi nella vecchiaia.
  9. I gay, grazie alle leggi approvate martedì, non potranno sposarsi in undici nuovi stati. Grazie a Dio. Pensate a tutti i regali che non dovremo più comprare.
  10. Cinque afroamericani in più sono stati eletti al Congresso, incluso il ritorno di Cynthia McKinney della Georgia. È sempre bene avere più neri lì a combattere per noi e a fare il lavoro che i nostri candidati non possono fare.
  11. L’amministratore delegato della Corrs [Peter Corrs; n.d.t.] è stato battuto nella corsa per il Senato in Colorado. Beviamoci su!
  12. Ammettiamolo: ci piacciono le gemelle Bush e non vogliamo che se ne vadano.
  13. A livello di legislazione statale, i Democratici hanno guadagnato almeno tre camere nelle elezioni di martedì. Su 98 camere legislative, dopo le elezioni del 2004, i Democratici ne controllavano 44, i Repubblicani 53 e 1 camera era in parità. Dopo martedì, i Democratici controllano 47 camere, i Repubblicani 49, una camera è in parità e una (Montana) è ancora da assegnare.
  14. Bush è adesso un presidente finito. Non avrà momenti migliori di quello che sta passando questa settimana. È tutta curva discendente per lui da ora in avanti e, cosa più importante, non avrà voglia di fare tutto il duro lavoro che ci si aspetta da lui. Sarà come tutti all’ultimo mese del corso di laurea…oramai è fatta, allora festa! Forse gestirà i prossimi quattro anni come un venerdì senza fine, passando anche un tempo maggiore al ranch o a Kennebunkport [località del Maine in cui si trova la casa al mare di George W. Bush; n.d.t.] Perché non dovrebbe? Ha già imposto il proprio punto di vista, vendicato suo padre e preso tutti noi a calci nel culo.
  15. Bush potrebbe decidere di venire al lavoro e portare questo paese per una strada davvero buia; è anche probabile che si verifichi uno dei seguenti scenari: a) Adesso che non ha più bisogno di arruffianarsi i Cristiani conservatori ancora una volta per essere eletto, qualcuno potrebbe sussurrargli nell’orecchio che potrebbe impiegare questi ultimi quattro anni costruendo “una eredità” così che la storia possa dare su di lui un verdetto meno duro e perciò non presserà per una politica di destra troppo aggressiva; oppure b) Diventerà così presuntuoso e arrogante – e perciò incauto – da combinare un disastro di proporzioni così enormi che il suo stesso partito dovrà rimuoverlo dall’incarico.
  16. Ci sono circa 300 milioni di americani, 200 milioni dei quali in età da voto. Abbiamo perso per soli tre milioni e mezzo! Questa non è una valanga; vuol dire che ci siamo quasi. Pensate a una sconfitta da 20 milioni. Se aveste 58 yard da percorrere prima di raggiungere la linea di meta e ne aveste già percorse 55, vi fermereste sulla linea delle tre yard, prendereste la palla e ve ne andreste a casa piangendo, specialmente quando la prossima azione inizierà sulla linea delle tre yard? Certo che no! Risollevatevi! Abbiate speranza! Altre analogie con lo sport arrivano tra pochi istanti!!!
  17. Infine, e cosa più importante, oltre 55 milioni di americani hanno votato per il candidato soprannominato “Il Liberale n.1 al Senato”. È più del numero di elettori che hanno votato per Reagan, Bush I, Clinton o Gore. Inoltre, per Kerry ha votato più gente che per Reagan. Se i media sono in cerca di una tendenza, dovrebbe essere questa: che così tanti americani hanno deciso, per la prima volta dai tempi di Kennedy, di votare un liberale puro. Il paese è sempre stato pieno di evangelici, questa non è una novità. Ciò che invece È una novità è che così tanta gente abbia sostenuto un liberale del Massachusetts. In effetti, è una GRANDE novità. Sarebbe a dire non aspettatevi che i media di maggiore ascolto, quelli che vi hanno propinato la Guerra in Iraq, vi dicano mai la verità sul 2 novembre 2004. In effetti è meglio che non lo facciano. Ci servirà l’elemento sorpresa nel 2008.

Vi sentite meglio? Lo spero. Come mi ha scritto ieri il mio amico Mort: «Il mio nonno rumeno mi diceva sempre, “Ricordati, Mort, questo è un paese meraviglioso. Non avrebbe neppure bisogno di un presidente!”».

Però ha bisogno di noi. Riposatevi, vi scriverò ancora domani.

Vostro,

Michael Moore.

(Traduzione da www.michaelmoore.com).



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