martedì 28 febbraio 2006

L’Unione non sa comunicare

Il programma di Prodi. :) (scherzetto! via LE GUERRE CIVILI)

Scherzetto a parte. Il programma dell’Unione è un malloppone di 281 pagine/82000 parole. Il manifesto di Marx ed Engels ha 10866 parole, la Dichiarazione d’indipendenza americana 1374.

Per leggerlo va stampato e per stamparlo è necessaria una stampante laser. Impensabile farlo con una inkjet. Non esattamente “proletaria” come prospettiva.

E poi è pesante e prolisso. Lo dice Luisa Carrada, mica io.

L’Unione non sa comunicare.



TRACKBACK TRACKBACK


Il TrackBack URL per questo post è

http://www.deeario.it/2006/02/28/lunione-non-sa-comunicare/trackback/


COMMENTI COMMENTI


  1. martedì 28 febbraio 2006

    invece di scrive solo punti-elenco forse non ha poi così tanto da dire :P

    (cmq ne esiste anche una versione sintetica, di meno di un decimo delle pagine, ma ci sta anche che tu non ne abbia notizia :D )

    Separatore
  2. martedì 28 febbraio 2006

    Questo invece lo dice Nino Cantatore ed io pure. ;-)

    Tutto un programma
    Elezioni. Presentato il programma del centrodestra: venti paginette di ideuzze, molte polemiche e tante scempiaggini scollegate
    Nane Cantatore

    Una cosa è certa: il programma del centrodestra è “piccino
    picciò”, meno di venti pagine, e l’ipotricotico non ha resistito
    alla tentazione di sbandierare questo straordinario pregio. In effetti
    un opuscolino di venti pagine è più maneggevole di un tomo di 281, ed
    è anche più versatile: per esempio, va molto meglio per raddrizzare
    un tavolino traballante, anche se può essere necessario per fare
    spessore.

    Certo è che mettere assieme queste paginuzze non deve essere stato
    facile, visto che una buona metà dei contenuti è costituita dal
    continuo riferimento alle cose fatte nella passata legislatura: insomma
    una minestra riscaldata, sperando che gli elettori non si accorgano che
    si tratta di roba fritta e rifritta.

    Comunque, delle proposte ci sono: innanzitutto, la pensione minima a
    800 euro, poi i 2.500 euro a bambino (questa è di Prodi, ma l’uomo
    dai tacchi ha deciso di appropriarsene), poi la decisione di assumere
    altri 10.000 carabinieri e vigili di quartiere, come e l’Italia non
    fosse il Paese occidentale con la maggior quantità di forze
    dell’ordine rispetto al numero di abitanti.

    Ma il punto più importante è, ovviamente, il preambolo: tutto un
    richiamo alla tradizione, alle radici giudaico-cristiane, alla famiglia
    e all’identità, e guai a chi osa dire qualcosa contro il matrimonio
    tradizionale o proporre altre formule.

    Un paio di altri punticini in ordine sparso, come la nascita della
    banca del Sud, la costruzione di quattro rigassificatori, la
    separazione delle carriere per la magistratura, la trasformazione delle
    università in fondazioni e c’è più o meno tutto.

    Anzi, ce ne stavamo dimenticando: un mutuo per permettere di comprare
    la casa in cui si abita, con rate pari all’affitto.

    Solo che una proposta del genere, per quanto bellina nelle parole,
    dovrebbe presupporre una capacità di intervenire sul mercato che fa a
    ca**otti con la realtà, visto che banche e padroni di casa dovrebbero
    essere pronti a obbedire, e non si vede proprio come.

    Poi c’è la nuova idea geniale di Termonti: la basic tax o, per
    meglio dire, il “forfettone”, e già dal nome si capisce quanto
    possa essere seria; detto in italiano, si tratterebbe di un’aliquota
    unica per giovani e anziani, piuttosto bassa.
    Peccato che nella legislatura appena trascorsa l’imposizione fiscale
    sia aumentata, con le imposte indirette che hanno più che colmato la
    riduzione di quelle dirette e, come sanno anche i sassi, le tasse
    indirette sono quelle che colpiscono maggiormente i redditi più bassi.

    In ogni caso, non sono le singole misure ad attirare l’attenzione,
    quanto il disegno generale o, meglio, la sua mancanza: mentre le 281
    pagine dell’Unione mostrano la coerenza sostanziale di un progetto
    incentrato su un nuovo protagonismo della politica, che coordina le
    diverse forze economiche e sociali intorno a un progetto di sviluppo e
    rinnovamento, qui ci troviamo di fronte a un minestrone, anzi, a una
    minestrina che mette dentro alla rinfusa un po’ di tutto, senza uno
    straccio di prospettiva.

    Si naviga a vista, e lo si vede: una prova lampante è il caso dei
    rigassificatori, che non avrebbero mai trovato posto in una roba così
    generica se non fosse per le cronache di questi ultimissimi giorni, che
    hanno evidenziato una certa divisione a sinistra intorno al progetto di
    farne uno a Civitavecchia.

    Lo stesso vale per le radici cristiane, richieste a gran voce dalla
    Lega, e che per fortuna significano tutto e il suo contrario: non fosse
    stato per la faccenda di Calderoli, a nessuno sarebbe venuto in mente,
    per quanto folle, di metterle nel preambolo di un programma elettorale,
    anche solo per allungare la broda.

    L’unico punto di continuità in questo zibaldone è dato da quel paio
    di inevitabili chiodi fissi, come la faccenda della giustizia e il
    ponte sullo Stretto:entrambi progetti che avrebbero dovuto
    caratterizzare la legislatura passata, e che ci ritroviamo pari pari
    nel programma per la prossima.

    Niente di niente su temi fondamentali come l’integrazione europea, il
    rilancio del tessuto produttivo, la politica estera o il sistema del
    credito, al di là dell’idea della portabilità del conto corrente,
    peraltro già in via di realizzazione su iniziativa dell’Abi e degli
    odiati banchieri rossi di Unicredito e Mps.

    Ma dobbiamo darne atto all’attuale presidente del Consiglio dei
    ministri della Repubblica italiana (e va detto per esteso, perché dopo
    cinque anni uno ancora non riesce a credere che sia vero): il programma
    è corto. E questo è il suo merito maggiore.

    Separatore
  3. martedì 28 febbraio 2006

    Hai visto questo?
    http://www.suzukimaruti.it/index.php/2006/02/17/ un-bignami-per-prodi-aka-powerpoint-to-the-people/

    “Un Bignami per Prodi aka Powerpoint to the people!
    Ragazzi, è palese che nelle 280 pagine di programma del centrosinistra potrebbe esserci pure scritta la ricetta della felicità perenne, ma nessuno sarebbe in grado di arrivarci vivo. Anche perché – lo dico da militante pronto a subire di tutto – verso pagina 30 si rischia già la morte per noia.Quindi ecco una proposta pratica. Visto che a destra brillano per concisione, cioè la loro strategia è fornire in pasto agli italioti un bell’elenco di 10 promesse roboanti e assolutamente irrealizzabili con cui gabbare l’ignorante medio (che ha la brutta abitudine di esercitare il diritto di voto, maledetta democrazia :-) ), noi possiamo metterci di sintetizzare il programma del centrosinistra in un tot di pratiche slide.”

    Separatore
  4. martedì 28 febbraio 2006

    Già.
    E la CDL non sa governare.
    Ma questo è accessorio, naturalmente.
    [Ste]

    Separatore
  5. martedì 28 febbraio 2006

    Ho proposto anche io di sintetizzare sul mio blog.
    Università e ricerca sono diventate una mezza paginetta invece delle sette-otto pagine che erano prima.

    Con un po’ di impegno possiamo arrangiarci no? Mica colpa nostra se l’Unione è così povera da non potersi permettere qualcuno che ne studi al comunicazione.
    O forse stanno pagando qualcuno che non sa fare il proprio lavoro a fronte di così tanti meravigliosi disoccupati in comunicazione che la mia università sforna ogni anno???!

    Separatore

Scrivi un commento


Chiudi
Invia e-mail