mercoledì 15 marzo 2006

La comunicazione, Berlusconi e Prodi

Provo a dire qualcosa sulla comunicazione durante il primo confronto tra Berlusconi e Prodi.

Per quanto riguarda la parte strettamente verbale (linguaggio) mi sembra che Berlusconi abbia mostrato una maggiore dimestichezza con il mezzo televisivo e anche con l’italiano, con qualche “perla” linguistica come l’uso di «intelligente» in senso etimologico (“che legge dentro”), oltre che concretezza nelle parole scelte (in alcuni passaggi utilizza predicati visivi utili) e utilizzo di parole ad effetto («spudoratezza», «mi stropiccio gli occhi e le orecchie» ecc.). Prodi è spesso vago, confusionario e ricorre a una hot word abusatissima (“serio/seria”) in contesti in cui risulta astratta.

Andiamo al paraverbale (volume, tono, velocità, accento, registro, affettazione). Prodi parte mascherando i suoi abituali tono e volume basso e il ritmo lento soporifero tipico dei cinestesici; a volte esita. Da un certo punto si rilassa e si offusca per poi riprendersi, anche stuzzicato dai punzecchiamenti di Berlusconi sui suoi presunti «danti causa». Berlusconi risulta più gradevole e meno noioso da ascoltare.

Riguardo al non verbale (body language ecc.) gli abiti sono classici e la prossemica (gestione delle distanze) viene molto penalizzata dalla posizione in studio. Berlusconi in almeno un caso sposta molto le mani da sé, un gesto che tende a distrarre il telespettatore, e Prodi si muove troppo con lo stesso risultato. Gravi pecche per Berlusconi che tradiscono una certa tensione: già durante la sigla iniziale tamburella con la penna, inizia almeno i primi tre interventi con un “raschiamento” (si schiarisce la voce) e in un passaggio critico (credo sul conflitto d’interessi) si tocca il naso (gesto associato a grande tensione). Prodi utilizza alcuni microsegnali per rafforzare il discorso e sorride troppo e in maniera innaturale; Berlusconi sorride troppo poco all’inizio e poi si rilassa. Da notare quella che è una scelta quasi sicuramente dettata dallo staff di comunicazione di Berlusconi, cioè quella di scrivere e prendere appunti continuamente, spesso disegnando delle figure geometriche e racchiudendo in cerchi le parole precedentemente segnate, come per trasmettere compiutezza e congruenza con parole che vogliono chiarire, mettere nero su bianco i risultati raggiunti dal governo.

Complessivamente mi sembra che si possa parlare di un pari, più per un Berlusconi in forma peggiore del solito che per un Prodi medio come sempre.



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COMMENTI COMMENTI


  1. mercoledì 15 marzo 2006

    …Forse un pò meno in forma del solito ma, senza entrare nel merito dei programmi politici e delle azioni di governo portate avanti, bisogna riconoscere sicuramente a Berlusconi il grande merito di aver valorizzato la comunicazione in tutte le sue forme come strumento primario ed efficace di confronto politico!

    Separatore
  2. mercoledì 15 marzo 2006

    Quello di prendere appunti può essere un buon segnale, ma non ti pare che Berlusconi abbia avuto gli occhi troppo fissi sui fogli?

    Separatore
  3. mercoledì 15 marzo 2006

    ma più che prendere appunti tracciava nevroticamente righe e cerchi mentre parlava …mi ha ricordato il capitano Queegg nell’ammutinamento del Caine ..un vecchio film con Bogart

    Separatore
  4. mercoledì 15 marzo 2006

    Senz’altro c’è tutto uno staff di studiosi del body language che gli hanno consigliato di comportarsi come un iperattivo nevrotico. Comunicazione efficace.

    Separatore
  5. mercoledì 15 marzo 2006

    Scrivete: “racchiudendo in cerchi”, aggiungo divertito; i quadrati ed i rettangoli che lo staff gli aveva indicato di disegnare per rafforzare il discorso, solo che avrebbe dovuto farlo guardando in camera. Berlusconi nel pallone più completo, senza i rimbalzi della stampa asserviata, è stato uno spettacolo fortunatamente penoso per questo paese. Fortunatamente perchè finalmente esce allo scoperto il furbetto del quartierino mediatico… l’Annunziata ne era solo una timida avvisaglia.

    Separatore
  6. mercoledì 15 marzo 2006

    sarà, ma a me pare che invece sia caduto nei più banali tranelli… cose che ti insegnano alla prima lezione di ogni corso di “vincere una discussione” e che credevo Berlusca sapesse in quanto re della comunicazione. Invece niente, patatrac…

    Separatore
  7. mercoledì 15 marzo 2006

    sì ma, pari???
    non mi par questa la politica… ossia una gara fra sofisti… infatti non li ho guardati.
    ciaoooooo

    Separatore
  8. mercoledì 15 marzo 2006

    Sono d’accordo con Jimmomo: Berlusconi non guardava in camera, il che per lui è quantomeno insolito…sembrava ripiegato su se stesso, leggermente ingobbito, ripetitivo sulla “spudoratezza” e sul “ribaltamento della realtà” dell’avversario; e sebbene abbia sbaragliato Prodi sul piano dei contenuti (fornendo numeri e fatti), alla fine è risultato meno efficace del solito. Purtroppo.

    Separatore
  9. mercoledì 15 marzo 2006

    Berlusconi VS Prodi, andata: 0 – 1
    Surprise surprise: per una volta il fumo ve lo vende Prodi.

    Separatore
  10. mercoledì 15 marzo 2006

    vogliamo mettere anche che Berlusconi ha sforato clamorosamente in più interventi? in uno ha detto anche di aver fatto solo 19 secondi in più (mentre erano 29) richiedendo un intervento del moderatore. I più attenti se ne saranno accorti.

    Non basta essere degli abili comunicatori, con i capelli magicamente al loro posto come nel ’94 per governare un paese…che “tesi bislacca”…

    Separatore
  11. mercoledì 15 marzo 2006

    anch’io facevo più o meno le stesse osservazioni, meno precise è ovvio…cmq: che dire del”signore”usato dal nano per apostrofare le donne che non vanno in parlamento”per non abbandonare il marito e la casa”???…è spaventoso! è chiaro che il berlusca risultasse meglio in video:lui è un comunicatore, o meglio una show girl, o cmq ha un entourage da paura alle spalle…di truccatori s’intende!

    Separatore
  12. mercoledì 15 marzo 2006

    Questo di Berlusconi grande comunicatore è un equivoco. Berlusconi era un padrone di televisioni. E’ come dire che Gianni Agnelli era un grande automobilista. Assomiglia a un televenditore senza averne il ritmo, appena smettono di parlare di lui e con lui si distrae. E’ un gaffeur epico e ha la fissa delle barzellette – ci sarà uno staff di scienziati della comuinicazione che gliele inventa, fatto sta che sono sempre vecchie. Per molti anni ha risolto il problema comunicando il meno possibile e solo attraverso monologhi.

    Separatore
  13. mercoledì 15 marzo 2006

    ma non mi è sembrato un berlusconi peggiore del solito, anzi mi sembra che abbia finalmente capito che è finita e stia giustamente pensando al suo futuro, forse per questo era un po’ teso. Più che il merito di aver valorizzato la comunicazione come strumento politico, mi sembrerebbe più corretto dire che ha utilizzato scorrettamente la comunicazione, attraverso le sue reti, per arrivare ai suoi scopi

    Separatore
  14. mercoledì 15 marzo 2006

    Io voglio uno che abbia un vocabolario di TRE parole. Voglio uno che non abbia i capelli. Uno che sia brutto e sdentato e non sappia imbrogliare con lo sguardo.

    Voglio uno così e NON uno che vada a dire che ci hanno fatto i COMPLIMENTI per conti pubblici. Voglio uno cosè e NON uno che vada a dire che la crisi non esiste. Che va tutto bene.

    Perché altrimenti, porca puttana, sono autorizzato a prendere una spranga, ad armarmi di picche e bastoni e venirlo a cercare, bugiardo ipnotizzatore che non è altro.
    [Ste]

    Separatore
  15. mercoledì 15 marzo 2006

    Mi è piaciuta l’analisi! Solo su una cosa non sono d’accordo: il continuo disegnare con la penna sul foglio di Berlusconi non faceva una bella impressione. Invece di dare “concretezza” alle parole, mi dava più l’idea di gesti dettati dal nervosismo (tracciava spesso quadrati a piena pagina, a che serve?).
    Per quanto riguarda Prodi, hai ragione, sorrideva troppo in modo innaturale, cosa insopportabile soprattutto in lui.

    Separatore
  16. mercoledì 15 marzo 2006

    Come altri anche io penso che sia stato un pareggio. Uno zero a zero, con due avversarsi deprimenti. Berlusconi è stato un pessimo presidente del consiglio e Prodi è un pessimo oppositore. Con tutte le enormità che ha fatto Berlusconi non è stato capace di cantargliene quattro. Quanto allo stile comunicativo anche io nella prima mezz’ora pensavo che gli scarabocchi sul foglio fossero efficaci, ma ne ha abusato, dopo un’ora avevano stancato e sul finire erano ridicoli; li faceva anche quando non c’entrava niente. Lo scambio più assurdo è stato sulle donne. Berlusconi è rimasto agli anni cinquanta e tale è il suo disinteresse che non sa nemmeno cosa ha fatto in merito il suo governo (i corsi Donne e Politica in 30 atenei). Prodi non è stato capace di controbattere che le donne oltre che madri e mogli sono anche persone e lavoratrici.

    Separatore
  17. mercoledì 15 marzo 2006

    Due annotazioni: nemmeno Prodi guardava in camera.
    Infine: forse Prodi vincerà, ma ci si deve rassegnare all’idea che Prodi è un democristiano demitiano-andreottiano, ministro dell’industria nel 1978 (malissimo fa Berlusconi a non ricordare quel passato…). Non è col Compromesso Storico allargato a Democrazia Proletaria (pardon: a R.C, Coministi Italiani e Verdi) che si ammoderna il Paese…
    Ultima cosa: Berlusconi non ha target. Drammatico. Per evitare di ricadere nel craxismo dovrebbe rivolgersi all’elettorato cattolico, che ha conseguito l’unica vittoria recente, col referendum. Lo dico da laico.

    Separatore
  18. mercoledì 15 marzo 2006

    Se ve lo siete persi,rivedetevi il duello qui:

    http://dariosalvelli.wordpress.com/2006/03/15/berlusconi-vs-prodi

    Separatore
  19. mercoledì 15 marzo 2006

    La tua analisi è ottima ma manca di un dettaglio importante che è pur sempre parte della comunicazione: i contenuti.
    Entrambi presi dal colore della pelle in camera e da come sorridere o gesticolare hanno completamente sorvolato sugli aspetti pragmatici del loro programma. Abbiamo assistito, come sempre, ad un botta e risposta sul passato, vantati meriti e supposti demeriti. Ma che faranno questi due? Cosa vogliono fare per noi?

    Separatore
  20. mercoledì 15 marzo 2006

    Ha vinto Prodi, ma non per merito suo, bensì per gli errori di Berlusconi che posso essere riassunti nel modo di offendere l’avversario, nello scarabocchiare sempre sul tavolo e nel fare un quadro dell’Italia sul quale non credo che tutti i cittadini abbiano creduto.

    Separatore
  21. giovedì 16 marzo 2006

    Io ho fatto una fatica enorme a seguirli. A parte l’adrenalina che saliva mentre tutti e due tentavano (molto comicamente per la verità) di dire qualcosa di intelligente sulla questione delle donne in politica, e mentre parlavano degli immigrati e dei “clandestini” come si parla di navi merci (“spostali qua”, “mettili là”, “noi ne abbiamo pochi”…); il resto è stato abbastanza noioso.

    Separatore
  22. giovedì 16 marzo 2006

    Io ho rilevato che: Prodi era molto nervoso, perfino impacciato. Berlusconi era molto più sciolto e, almeno nella prima parte della trasmissione, più efficace. Prodi mostra degli atteggiamenti studiati che appaiono falsi: la “spinta” sottolineata dal braccio, i sorrisi forzati. Penoso poi il momento mentre si esprimeva tenendo gli occhi chiusi! Credo che il dibattito non abbia spostato i voti di quanti sono già orientati. Nel complesso, credo che gli indecisi siano stati più favorevolmente colpiti da Berlusconi, televisivamente parlando più efficace del “professore”, che appare come un barbogio un po’ pedante.

    Separatore

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