Archivio di aprile 2009

martedì 28 aprile 2009

Mafia s.p.a., il clip

I ragazzi di Torino Sistema Solare, movimento torinese molto vivace, hanno fatto un clip spettacolare sulle mafie e sui loro affari che non pagano la crisi partendo da un grammo di cocaina ed evidenziando a che cosa porta. Me l’ha segnalato Francesco. Contro la droga e contro le mafie. Notevole anche la colonna sonora tra la house e l’8-bit di Postal_m@rket.

(crosspostato su Rosalio)

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giovedì 23 aprile 2009

Lo spettro dell’amicizia (e non) online

Simone Lovati ha rielaborato una bella riflessione di Mike Arauz sull’amicizia online aggiungendo del suo anche sulla “non amicizia” e su come si passi dal non essere a conoscenza dell’esistenza di qualcuno al massimo dell’engagement (ho detto la parolaccia! :P).

In tempi in cui il concetto stesso di amicizia sta cambiando mi sembra molto interessante.

“Spectrum of online friendship (and not!)”

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mercoledì 15 aprile 2009

Intervista su Liquida magazine

Liquida magazine mi ha intervistato e si è parlato parecchio di blog.

Non mancano perle acid sulla blogosfera italiana e i top blogger italiani come:

«Mancano moltissime cose, ma per me manca soprattutto la peer review, la critica costruttiva dei progetti e comportamenti dei pari che aiuta a migliorare come singoli e come comunità. Molto più facile fare gruppetti e combattere per l’accaparramento delle scarse risorse. Ma molto meno utile. Si guarda al breve periodo e non al lungo. Siamo italiani anche nella blogosfera: gruppettini e miopia».

E

«Lavorare sui contenuti, non cercare di superare i top blogger perché non ne vale la pena: basta vedere chi sono in Italia. Hanno cambiato qualcosa nella politica, economia o cultura? Ben poco. Davvero vogliamo prenderli come riferimenti?».

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lunedì 6 aprile 2009

Coworking a Palermo?

Cowo a Milano

Più volte mi sono trovato a parlare del paradosso per cui noi siciliani, così bravi a fare rete in contesti come quelli delle cosche, siamo invece molto meno bravi (per non dire piuttosto scarsi) a collaborare in reti virtuose, ad esempio in contesti lavorativi (in Sicilia, appena lasciamo l’isola è diverso).

Volendo fare un po’ di sociologia spicciola (e non sono certo il primo a dirlo) sarebbe un bene che si generasse capitale sociale gettando ponti (bridging) tra soggetti eterogenei che si arricchiscano a vicenda scambiandosi conoscenza, contatti e altre risorse.

In quest’ottica ho pensato a un fenomeno che si sta diffondendo un po’ in tutto il mondo e che mi sembra molto interessante: il coworking. Si tratta della collaborazione tra soggetti diversi (liberi professionisti, artisti, comunicatori, sviluppatori ecc.) in spazi comuni (non necessariamente con postazioni fisse) nati appositamente per fare comunità. Si trova uno spazio, si condividono le spese, si utilizzano delle aree comuni (sale riunioni, cafè area ecc.) e servizi comuni (segretariato, pulizie, telefono, connessione Internet ecc.), non si hanno orari prestabiliti e si parla, si parla, si parla. In aggiunta è possibile fornire una scrivania o uno spazio per un appuntamento anche per un solo giorno a soggetti che ne hanno bisogno, anche di passaggio in città. In Italia che ne sono di certo già quattro, due a Milano (Cowo e interactiondesignlab), uno a Roma (7thFLOOR) e uno a Bologna (La pillola 400). A Palermo, che io sappia, non c’è nulla di simile.

Questo post ha fini esplorativi ed è una piccola chiamata alle armi: se siete interessati a un cowork a Palermo, se avete uno spazio adatto (anche se ne ho già adocchiato uno), se potreste voler partecipare e condividere uno spazio o se avete qualcosa da dire scrivetemi o lasciate un commento.

(crosspostato su Rosalio)

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domenica 5 aprile 2009

Web trend map 4

È online la quarta Web trend map. Da una prima veloce occhiata non c’è dentro nulla di italiano.

Web trend map 4

AGGIORNAMENTO: Lorenzo nei commenti mi fa notare che ci sono la Repubblica.it, Corriere della Sera.it e il blog di Beppe Grillo.

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mercoledì 1 aprile 2009

Mercedes Nuova Classe E

Due settimane fa ho avuto l’opportunità di provare la Nuova Classe E di Mercedes. Dopo un breve briefing alle porte di Roma abbiamo guidato sull’Aurelia fino all’Autodromo di Vallelunga per effettuare dei panic stop, frenate d’emergenza in cui il pedale del freno viene premuto a fondo. Siamo stati coadiuvati dagli istruttori di guida di 4Wheels che si sono dimostrati molto competenti e professionali.

Ancora una volta la presentazione della vettura è stata molto chiara e schietta: c’è stato detto che Mercedes vuole tornare al top dopo la naturale obsolescenza del modello precedente, che l’auto è considerata un punto d’unione tra usi da berlina classica e business, che la forma è stata rinnovata per essere in linea con il design attuale e (cosa che apprezzo molto) ci sono stati indicati i modelli competitor di Audi e BMW.

Mercedes Nuova Classe E

Essendo particolarmente attento alla tecnologia a bordo ho apprezzato tutta la dotazione che rende la guida sicura e gradevole: le tecnologie Distronic Plus (che ho gradito molto, per mantenere la distanza desiderata dal veicolo che ci precede), Speed Limit Assist (per la velocità di crociera, in grado di monitorare i cartelli stradali), Attention Assist (in grado di apprendere dai comportamenti del guidatore e di allertarlo quando mostra possibili segni di stanchezza), Lane Keeping Assist (grazie a due telecamere monitora la traiettoria e allerta in possibili situazioni di pericolo), Blind Spot Assist (con un radar e allarme per la zona non visibile dagli specchietti) e Adaptive Highbeam (per un uso intelligente degli abbaglianti). Mi è sembrata ottima anche la dotazione per la navigazione assistita.

In sintesi: si tratta di un’auto bella e molto comoda. Non mi hanno colpito particolarmente i materiali plastici utilizzati per gli interni ma forse ciò potrà essere superato quando verrà effettuata una revisione dell’allestimento.

Mercedes Nuova Classe E

Grazie ad Alessia Argento e a Micaela Seganti di Mercedes-Benz Italia, a Silvia Marinucci di xister e a Flavio Guglielmini di 4Wheels.

È possibile vedere le foto del test drive e i video dei panic stop (123).

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