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Da un mese facebook ha alzato le mura del suo walled garden

È passato un mese da quando facebook ha dato un sostanziale giro di vite sulle app che girano sulla piattaforma. Si richiedono molte più informazioni sulla raccolta e sull’uso dei dati, al fine di proteggere le informazioni degli iscritti, scrivono.

È evidente che si tratta di una delle conseguenze del caso Cambridge Analytica e del trambusto seguitone ma la principale conseguenza è che facebook (cogliendo la palla al balzo?) è un walled garden con mura più alte di prima.

Forse senza riflettere sulla causa su questa modifica ci siamo imbattuti in tanti: ad esempio è per questo che non possono più essere condivisi in automatico su facebook i tweet di Twitter, i check-in di Swarm, i post da WordPress.

Twitter to facebook

Anche IFTTT ha subito le conseguenze. Qualcuno è corso ai ripari per come poteva intervenendo sulle app, altri ci hanno detto come condividere, ma è tutto più difficile.

Il sogno dell’interoperabilità dei dati del web si allontana, ferito da un uso probabilmente manipolatorio e da una gestione spregiudicata dei dati e della possibilità di accedervi. Non è esattamente il web che avevo sognato.