Archivio di giugno 2006

venerdì 30 giugno 2006

Pensierini parigini

A Parigi la “grandeur” è ovunque: nei tasti degli interruttori, nell’aeroporto, in città, nella stronzaggine degli addetti ai front-office c’è la “grandeur”. A CDG hanno montato un Concorde su due trespoli in un perenne decollo. Le cinte che assicurano le chiusure delle valigie sono tricolori, le gru de La Défense pure, un po’ tutto aussi: c’est la France.

Le parigine sono bellissime, con quei tratti merovingi e carolingi e coloniali, indocinesi, maghrebini, polinesiani, congolesi. Mi sono ricreduto su queste francesi della capitale, così diverse nel portamento anche dalle connazionali del sud che in qualcosa mi ricordano molte altere italiane.

Io alla Tour Eiffel

La Tour Eiffel è beigiolina. Illuminata è beigiolina dorata.
I parigini fanno oh! quando inizia il gioco di luci alle 22:00.

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domenica 25 giugno 2006

Vado a Parigi

Tra poche ore vado a Parigi per una vacanza mista, nel senso che uno dei giorni che ci passerò sarà dedicato al social networking con persone che operano nel settore ICT in Francia e alla presentazione della versione europea in sette lingue di accoona che si terrà mercoledì prossimo al Palais de la découverte, vicino all’arco di trionfo.

Tra i miei pensieri c’è quello per cui il tempo è mio nemico e gli unici miei alleati sono alcuni paesi francofoni che in passato mi hanno recato ausilio. Cercherò di riposarmi e di rilassarmi un po’, insomma. Mi sono informato su F.A.Q. Parigine su tutto quello che c’è da sapere.

In particolare sono quattro le cose che ho a cuore: comprare almeno una delle Ugly Dolls al negozietto annesso al musée des Arts décoratifs (sempre che sia aperto), provare la Coca-Cola BlāK (nuova bevanda a base di Coca-Cola e caffè lanciata al momento soltanto negli Stati Uniti e in Francia) vedere la cow parade e visitare il nuovissimo musée du quai Branly (voluto da Chirac e dedicato alle arti e alle civiltà di Africa, Asia, Oceania e Americhe, ricoperto di vegetazione, con un giardino di 17500 metri quadrati e la galleria centrale sospesa su piloni ecc.).

Porto con me La nascita della società in rete. Au revoir, à jeudi! ;)

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sabato 24 giugno 2006

I pizzini

Per me il blog del momento è I pizzini, di Bernardo P.

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lunedì 19 giugno 2006

Netstrike contro il regime iraniano

È ancora possibile partecipare al netstrike (operazione di intasamento di un server attuato da un gruppo numeroso di utenti che si collega in contemporanea al sito o ai siti web ospitati dal server stesso) contro il sito del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad (in questo momento il sito è irraggiungibile).

Si chiede il rilascio dei manifestanti di piazza Haft-e Tir a Teheran arrestati il 12 giugno mentre chiedevano più diritti per le donne iraniane e altre riforme.

Per partecipare si clicca qui.

Mahmoud Ahmadinejad

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domenica 18 giugno 2006

Riotta, i blog e il Re Contenuto

Gianni Riotta (che stimo molto) ha pubblicato durante questa settimana un editoriale sulla convention di YearlyKos a Las Vegas in cui parla di blog e giornali.

«Il lupo dei giornali divorerà l’agnello dei blog. Ed è un bene. Da Las Vegas i bloggers riciclano un’utopia antica. Ma Re Contenuto resta più forte».

Questa è l’idea portante e ha suscitato qualche discussione (da dotcoma *:o), KURAI – A SUSHI WEBLOG, Maestrini per caso, manteblog, Pandemia, ecc.).

Innanzitutto il discorso di Gianni si basa su quella che in logica si chiama inferenza: l’inferenza è il processo con il quale da una proposizione accolta come vera, si passa a una proposizione la cui verità è considerata contenuta nella prima. Che il lupo dei giornali “divorerà” l’agnello del blog discenderebbe, quindi, dalla premessa accolta come vera per cui i blog non creerebbero contenuti originali.

«Se guardate cosa i blog mettono online, al 99% trovate articoli di giornali, testi di riviste, conferenze, saggi».

Questa affermazione non fa riferimento ad alcuna ricerca e la nostra esperienza quotidiana ci porta a vedere che i blog spesso producono contenuti inediti, quindi quella percentuale (e, di conseguenza, la tesi di fondo) va considerata non supportata da dati empirici. «Re Contenuto» è oggi il giornale? Certamente la realtà italiana è indietro rispetto agli Stati Uniti e lavorare a un miglioramento dei contenuti sarebbe un bene.

Condivido alcune cose dell’editoriale, per esempio il focus sul contenuto (soprattutto in Italia) e la volontà di puntualizzazione delle dinamiche tra i media (che il titolo sembra, però, ignorare…, così come il riferimento all’audience è inappropriato ai media come sono oggi, in tempi di “coda lunga“).

Un altro passaggio mi ha suscitato un brividino, cioè il richiamo alle radio libere durate un’estate (si fa per dire). L’ingresso dei grandi gruppi editoriali ha portato alla professionalizzazione della radiofonia italiana, soffocandone però spesso i guizzi di creatività. L’interesse dei gruppi editoriali in Italia per i blog potrebbe avere effetti negativi? La Rete non è però l’etere e sembra avere le caratteristiche per scongiurare tale pericolo.

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