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Un “custom social feed” è la syndication che mancava ai blog?

In questi giorni in cui facebook scricchiola e da più parti si dice che ci sono tante ragioni per aprire un blog o tornare a scriverci bisogna pensare a perché i blog sono stati talvolta usati meno o persino abbandonati in questi ultimi anni. Il motivo principale è che la syndication verso l’audience era debole, non era intuitivo maneggiare i feed RSS e i social semplificano la distribuzione del contenuto.

Se fosse disponibile un’altra forma di syndication dei contenuti esistenti sul web potrebbe essere vincente. Come potrebbe essere? Continua a leggere »

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Rubare ai social per dare alla blogosfera (Deeario riprende)

Non scrivo sul serio su questo blog dal 2012. Fino al 2015 ho scritto qualcosa sporadicamente, poi nulla. Non ho mai smesso di bloggare, ho continuato su Rosalio per le vicende palermitane. Il motivo principale è che sono stato assorbito dal lavoro ma anche dai social media, che sono cresciuti a dismisura, dalla loro semplicità di aggiornamento e di distribuzione di contenuti.

Ai miei 45 lettori superstiti (incredibile! 😃) via feed e a quelli che si uniranno e che non mi seguono sui social voglio dire che fine ho fatto. Continua a leggere »

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“Allahu Akbar”, la curiosa canzone nei trend mondiali di Spotify

C’è un fenomeno abbastanza curioso emerso dopo la strage di Parigi: sulla nota applicazione di streaming audio Spotify, nella classifica che riporta i pezzi che stanno crescendo maggiormente negli ascolti al numero sette si trova Allahu Akbar di tale Dj Inappropriate. Il pezzo è comune musica elettronica con un solo campione che ripete «Allahu Akbar». Ovviamente riporta con la mente alla frase urlata dai fondamentalisti islamici di tutto il mondo ma pare che nulla abbia a che fare con questi.

Dj Inappropriate - "Allahu Akbar"

Ho provato a investigare un po’ su Dj Inappropriate e ho trovato l’account SoundCloud e la pagina facebook.

Da SoundCloud si evince che il pezzo è stato caricato sette mesi fa, ha anche una versione trapped e una strumentale che si chiama T-Error. Ci sono diversi altri pezzi elettronici che nulla hanno a che vedere con l’islam.

Su facebook si evince che si tratta di un gruppo di tre, che dicono di essere “bradipi” e di creare «sick tunes», canzoni “malate”. Una frase dell’about è in norvegese.

Ho cercato di capire qualcosa della viralità di Allahu Akbar scrivendo via facebook e mi hanno risposto, ma non hanno voluto rispondere alle domande che ho posto appena ho spiegato che avrei scritto qualcosa mettendo in relazione il trend su Spotify e i fatti di Parigi.

Apparentemente si tratta di una coincidenza, quindi. Qualcuno ne sa di più?

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